Fare le Liste, Esercizio Mentale o Mania?

Per alcune persone fare le liste è una vera e propria necessità. Liste di ogni tipo, che vanno dall’elenco delle cose da comprare a quello delle cose da fare o da ricordare. Liste dei libri che si vorrano leggere, dei film da vedere, dei vini pregiati che si hanno in cantina ecc…

L’abitudine di annotare tutto, circondandosi di elenchi, aiuta ad organizzarsi e, quindi, ad affrontare meglio le più svariate circostanze nella propria professione come nella gestione della casa, migliorando la qualità della vita. A patto, ovviamente, che non si trasformi in un’ossessione.

La lista più comune in assoluto, quella che tutti o quasi tutti prima o poi compilano è quella della spesa. Si sa, infatti, che senza il prezioso fogliettino dove si annotano le cose da comprare, una volta entrati in un supermercato ci si può sentire smarriti e dimenticare tutto quello che si doveva acquistare. Molte persone sono solite compilare liste delle uscite economiche mensili, dei libri o dei dvd che si possiede, delle date di compleanno di parenti e amici.

Ci sono poi le liste degli impegni che devono essere assolti e che si depennano una volta sbrigati. Al riguardo, ci sono persone che amano compilare elenchi delle cose da fare non perchè si dimentichino dei loro impegni, ma per la gratificazione ricavata dal semplice gesto di sbarrare via via con la penna la singola voce.

Gli elenchi aiutano a organizzare le idee e a ricordare quanto potrebbe essere dimenticato con facilità. Regalano anche la sensazione di avere tutto sotto controllo, per molti impagabile in quanto utile per diminuire lo stress quotidiano di un’esistenza fitta d’impegni. Bisogna però evitare che si trasformino essi stessi in una fonte d’ansia, come accade per esempio quando se ne diventa schiavi al punto da non poter fare più nulla senza prim averlo messo per iscritto.

Se non dicenta un’ossessione, fare liste ed elenchi è sicuramente una buona abitudine perchè:
– sono una sorta di “filo di Arianna” che aiuta a districarsi in qualsiasi circostanza;
– servono a chiarirsi le idee ed a organizzarsi meglio;
– sono un ottimo supporto per ricordare le cose;
– sono una fonte di gratificazione anche visiva, sopratutto per chi ha una bella scrittura;
– consentono di dare sfogo alla propria creatività, quando si decide di compilarne di singolari e bizzarre.

Camminare a Piedi Nudi

Si chiama barefooting o, in Italia, gimnopodismo: ossia camminare a piedi nudi all’aperto. E’ una sana abitudine che dagli Stati Uniti ha cominciato a diffondersi pian piano in Europa, quasi come una nuova moda: nella convinzione, confermata dagli ortopedici, che camminare scalzi su superfici naturali faccia bene non solo alla salute del piede, ma a tutto l’organismo, grazie ad un rinnovato contatto con la terra.

Come spesso accade nelle attività da fare all’aria aperta, il barefooting si è subito diffuso con facilità nei paesi del Nord Europa, Germania in testa, ma anche gli italiani cominciano a conoscere questa pratica salutare.
Vediamo quali vantaggi offre dal punto di vista ortopedico e anche quali sono i limiti, per chi non è indicato e quali possono essere i rischi.

Camminando a piedi nudi si mettono in moto i muscoli che sostengono la volta del piede e si tende a spostare il peso sulla parte esterna, quella meno sensibile, aiutandosi con le dita. In questo modo l’arco plantare rimane sollevato. Per questa ragione camminare a piedi nudi è consiglito in caso di piede piatto.

Camminare scalzi fortifica i piedi e corregge la postura: senza la protezione delle scarpe, infatti, le parti più delicate, quelle che normalmente non si usano, sono esposte al contatto con il terreno. Per difenderle mentre si cammina a piedi nudi, si tende a cambiare la camminata e ad autocorreggere la postura. Inoltre, questa abitudine migliora la circolazione , perchè tutti i muscoli delle gambe vengono attivati e svolgono in modo ottimale la funzione di pompa nello spingere il sangue di ritorno verso il cuore. Questa azione previene il ristagno dei liquidi nei tessuti e riduce la pressione nel sangue.

Camminare a piedi nudi ha anche vantaggi psicofisici. Liberarsi di calze e scarpe dà una sensazione di libertà: psicologicamente è rilassante poter fare a meno di una costrizione, per quanto necessaria. Camminare a piedi nudi permette di attingere energia vitale dalla terra e migliorare l’equilibrio psicofisico.

La pratica del barefooting richiede qualche cautela e attenzione. Se si cammina a piedi nudi in un parco o su una strada, si può andare incontro a qualche rischio per l’eventuale presenza di vetri rotti, oggetti metallici o siringhe. Se si viene a contatto con feci di animali infette e il piede presenta qualche escorazione, è possibile contrarre l’anchilostomiasi: si tratta di un’infezione provocata da vermi le cui larve penetrano attraverso la pelle. Si tratta di un’eventualità rara, ma è bene esserne consapevoli.

I luoghi più adatti per praticare il barefooting sono quelli in piena natura: un prato in collina o un sentiero in montagna offrono la massima sensazione di benessere. Per chi vive in città, il parco è un’ottima soluzione quotidiana.

Gli Italiano Pagano Tutto di Più

Gli italiani pagano un conto molto alto per l’aumento dei prezzi e delle tariffe dei servizi pubblici e privati: 2,9 miliardi in più tra il giugno 2010 e quello 2011, pari a 115 euro di maggiori costi per ciascun nucleo familiare. La cifra è stata calcolata dall’Ufficio studi di Confartigianato sulla base dei rincari registrati nell’ultimo anno soprattutto nei servizi pubblici.

I primi in classifica sono gli aumenti del trasporto marittimo passeggeri: a giugno 2011 le tariffe per traghetti e aliscafi sono aumentate del 52,8% rispetto all’anno precedente, a fronte di una crescita media del 14,4% nel resto d’Europa. Aumenti anche per il consumo di acqua: tra giugno 2010 e quello 2011 le tariffe sono cresciute dell’11,7%, mentre nell’Unione europea l’aumento è stato del 3,6%.

Secondo il rapporto di Confartigianato, tocca spendere di più anche per i trasporti su rotaia: a giugno i rincari per i viaggi in treno si attestano all’8,4%, mentre nell’Ue si sono fermati al 2,4%. Complessivamente negli ultimi 5 anni, tra giugno 2006 e giugno 2011, le tariffe ferroviarie sono aumentate di ben il 43,4%, praticamente pù del doppio del 19,1% della media europea.

Anche muoversi in città con i mezzi pubblici costa di più: le tariffe dei trasporti urbani sono aumentate del 7,2% e quelle dei trasporti extraurbani del 6,3%. Costi in più anche per la raccolta rifiuti: in un anno i rincari nel nostro Paese sono stati del 4,5%, rispetto al + 2,5% della media europea. Gli aumenti registrati quest’anno, prosegue il rapporto di Confartigianato, non fanno che peggiorare una tendenza decennale nei servizi pubblici.

“Questi rincari, commenta Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato, confermano che occorre passare dagli annunci ai fatti e realizzare finalmente quella liberalizzazione dei servizi pubblici locali troppo a lungo rinviata e che potrà consentire di qualificare e innovare l’offerta, offrire alle imprese un’occasione di sviluppo, abbassare le tariffe per i consumatori”.

Se dal pubblico si ci sposta al privato, le cose non migliorano, soprattutto per chi possiede un mezzo di trasporto e si accinge a partire per le vacanze. A metà luglio, il costo del gasolio auto è salito del 20,8% rispetto ad un anno fa. Lo seguono la benzina verde (+15,8%) e il Gpl auto (+10,8%). Sui prezzi di benzina e gasolio pesa l’aumento registrato negli ultimi 12 mesi dalle accise sui carburanti: in pratica gli italiani pagano 1.073 milioni di maggiori imposte, pari ad un contributo di 43 euro a famiglia.

Per viaggiare in autostrada, poi, quest’anno si spende il 9% in più per i pedaggi. Bisogna pagare di più anche per assicurare il proprio autoveicolo: in Italia i prezzi delle assicurazioni dei mezzi di trasporto sono cresciuti del 5,3% a fronte del +3,7% della media europea. E non va meglio se si decide di utilizzare l’aereo: in Italia i prezzi sono cresciuti del 13,9%, a fronte del +8,3% medio registrato nell’Unione europea.