5 Si e 5 No per Vivere Meglio

Se già la vita presenta tante difficoltà, perchè complicarsela ulteriormente? Spesso basta lasciarsi un pò andare, essere meno rigidi e severi con se stessi, per tingere di rosa il proprio orizzonte.

Nell’ottica del miglioramento della propria vita può essere una buona idea adottare una regola in apparenza banale, ma di fatto estremamente efficace. Consiste semplicemente nell’abolire dal proprio vocabolario le parole e le frasi negative.

Ed ecco 5 si e 5 no per vivere meglio:

1 Si. Ritagliare un pò di tempo per se stessi: alcune persone sono convinte che l’esistenza sia una lunga sequela di doveri e di impegni e che dedicare tempo a se stesse, per divertirsi o anche per non fare assolutamente nulla, sia riprorevole. Invece, fare qualcosa che davvero piace o spezza la monotonia e un vero toccasana per lo spirito.

2 Si. Concedersi qualche piccola follia: è sano dirsi di si ogni volta in cui si è tentati da qualcosa che esula dalla routine quotidiana. Per fare un esempio, se si prova l’impulso di tingersi i capelli, per cambiarne radicalmente il colore, non c’è ragione che vieti di assecondarlo.

3 Si. Ridere ogni volta che si può: per quanto possa sembrare strano, ci sono persone che hanno perso la naturale capacità di ridere, non cercano occasioni per farlo e, anche quando trovano una ragione per ridere, si impongono di rimanere serie, non sanno dire di si alle risate, nonostante siano un’arma preziosa degli esseri umani. Ridere rende più ievi i pensieri, favorisce una migliore predisposizione d’animo nei confronti degli altri e delle attività che si devono affrontare durante la giornata. La risata è uno dei modi più naturali per allentare lo stress.

4 Si. Permettersi l’ottimismo: molte persone non si lasciano mai andare all’ottimismo perchè temono la delusione, per una sorta di scaramanzia o, ancora, perchè sono state educate ad attendersi il peggio. Per il proprio equilibrio interiore, bisognerebbe invece autorizzare se stessi ad aspettarsi il meglio, a nutrire speranze, ad accertare progetti, a perseguire obiettivi anche ambiziosi purchè realistici.

5 Si. Avere un angolo per se: anche se si abita in un appartamento minuscolo è fondamentale poter contare su uno spazio tutto per se. Da punto di vista psicologico, infatti, può essere molto pesante dover condividere ogni singolo centimetro quadrato dello spazio disponibile e non aver neppure un angolo della casa in cui nessun altro metta le mani.

1 No. Serbare rancore: portare rancore peggiora sensibilmente la qualità della vita e getta un’obra nera sull’intero modo di essere e di reagire. Per contro, perdonare consente di vincere sentimenti che a lungo andare finiscono per nuocere solamente a chi li prova. E’ importante, allora, imporsi di allontanare ogni emozione negativa, evitando di alimentare desideri di vendetta o anche di rivalsa.

2 No. Perdere l’autocontrollo: seguire una ragionevole disciplina mentale è una strategia vincente. Si tratta si esercitare l’autocontrollo in relazione ai vari aspetti della vita, imponendosi di non eccedere mai. In particolare, bisogna dire di no a uno stile di vita irresponsabile , così come non bisogna farsi trascinare dalla collera, prendere decisioni sotto l’influsso della rabbia, del dolore o del desiderio di farla pagare a qualcuno.

3 No. Trascurarsi fisicamente: anche quando ci si sente giù, è davvero di grande importanza non cedere alla tentazione di lasciarsi andare fisicamente, per esempio vestendosi in modo sciatto oppure ignorando la necessità di un’igiene accurata. Farlo sarebbe un errore gravissimo in quanto potrebbe dare inizio a un circolo vizioso difficile da spezzare.

4 No. Imporsi sugli altri: nei rapporti con gli altri è opportuno avere come obiettivo l’armonia, la complicità, lo sviluppo di sentimenti affettuosi destinati a rinforzarsi sempre di più. Per raggiungere simili traguardi bisogna impegnarsi nella ricerca di un compromesso in grado di soddisfare tutte le parti coinvolte nel conflitto. Bisogna, cioè, affinare quelle capacità diplomatiche che sono insite in ogni essere umano e che servono proprio a garantire rapporti sereni e durevoli.

5 No. Lamentarsi sempre: la vita va presa con energia e allegria, nella certezza che sono davvero poche le circostanze in cui ci si trova di fronte a qualcosa di veramente brutto e irreparabile. In linea generale ogni problema ha la sua soluzione, ma chi ha l’abitudine di piagnucolare sulle proprie sventure perde di vista la possibilità di individuarla in tempi brevi.

Solfiti, Scomodi ma Necessari

Chi legge con attenzione le etichette dei prodotti alimentari, si sarà accorto che sempre più spesso vi compaiono scritte come “contiene solfiti” o, al contrario, “senza solfiti”. Perchè si parla tanto di questa sostanze? E a che cosa servono?

I solfiti sono una famiglia di derivati dello zolfo, che vengono indicati nelle etichette degli alimenti con le sigle E220-E228. Le più note tra queste sostanze sono l’anidride solforosa (SO2), un gas dall’odore pungente, il solfito di sodio, il bisolfito di potassio e il metabisolfito. Sono composti molto efficaci nell’inibire la proliferazione di batteri e muffe che provocano il deterioramento dei cibi. Per questo sono usati come conservanti. Inoltre, riescono a mantenere più a lungo il colore originale dei cibi, rendendoli più invitanti.

I solfiti sono un composto organico presente in natura in vari alimenti, come cipolle e aglio, e si formano naturalmente in molti processi, come la fermentazione del mosto. Inoltre, sono tra i prodotti secondari del metabolismo degli animali e quindi vengono prodotti da molti organismi, tra cui il corpo umano.

L’uso dei solfiti è regolato da una direttiva europea del 1996, che stabilisce la lista degli alimenti in cui si possono usare e il loro limite per fare in modo che, in teoria, non si possa superare la dose massima giornaliera raccomandata.

In generale i solfiti si possono trovare in: frutta a guscio, farine, fiocchi di patate, succhi di frutta, conserve vegetali, salmone affumicato, prodotti ittici, sottaceti, sottoli, marmellate, caramelle, funghi secchi, gelatina di frutta, cereali per la prima colazione, preparati per purè, vino e birra.

I solfiti sono considerati complessivamente conservanti sicuri, a patto di non superare le dosi raccomandate. A alte concentrazioni, invece, diventano tossici e possono nuocere alla salute, provocando seri danni alle pareti dello stomaco. Assumere dosi eccessive di anidride solforosa causa anche la degradazione della vitamina B1, la cui carenza provoca un’alterazione del metabolismo degli zuccheri. Dato che i solfiti sono presenti in natura, l’organismo è dotato di un meccanismo in grado di renderli innocui: la solfito-riduttasi riesce a trasformarli in solfiti meno pericolosi. Questo processo però richiede ossigeno, la cui carenza nell’organismo provoca mal di testa.

La dose giornaliera accettabile è di 0,7 mg di anidride solforosa per chilo di peso corporeo. Basta poco, però, per sballare: 2-3 bicchieri di vino che contenga solfiti nei limiti di legge, abbinati a uno o due alimenti in cui sono anche presenti, sono sufficienti a far sfolare il limite consigliato.

L’anidride solforosa è catalogata tra le sostanze allergizanti perchè presenta effetti collaterali. Nelle persone più sensibili può provocare asma, difficoltà respiratoria, fiato corto, respiro affannoso e tosse. La sensibilità ai solfiti si può sviluppare in qualsiasi momento della vita.

La Riscossione Diventa più Leggera

Finalmente una boccata d’ossigeno per i contribuenti italiani. Grazie alla legge numero 106 del 2001 “decreto sviluppo” entrata in vigore il 13 luglio scorso, e alla legge 111 del 2011, aumentano le tutele a favore dei cittadini nell’attività di riscossione coattiva di tasse e contributi. Vediamo di capire meglio cosa è cambiato.

Fino ad oggi il contribuente che si vedeva notificare una cartella esattoriale aveva a disposizione 60 giorni di tempo per pagare o presentare ricorso. Dall’1 ottobre il contribuente avrà più tempo per provvedere alla messa in regola della propria posizione. Il termine per pagare o contestare è di 90 giorni nel caso dell’avviso di addebito.

Cambiano anche le regole per le cosidette ganasce fiscali: si tratta del fermo amministrativo dei beni mobili registrati a nome del contribuente come, per esempio, l’automobile. Con le novità di legge, la misura cautelare delle ganasce fiscali è preceduta da due solleciti se il debito è inferiore a 2mila euro. Dopo i solleciti, di cui il secondo a distanza di alemno 6 mesi dal primo, il contribuente riceverò un avviso di fermo a da quel momento ha 20 giorni di tempo per mettersi in regola.

Gli agenti della riscossione, in caso di mancato pagament di un debito da parte del contribuente, possono anche ricorrere a un’altra misura cautelare. Si tratta dell’iscrizione d’ipoteca sull’immobile di proprietà del debitore stesso a cui potrebbe seguire la messa all’asta dello stesso. La novità è che non si può iscrivere ipoteca per debiti inferiori a 20mila euro e se l’immobile da ipotecare è l’abitazione principale del debitore.

Gli agenti della riscossione non potranno avviare le misure esecutive prima che siano trascorsi 180 giorni dall’affidamento in carico dell’accertamento esecutivo da parte dell’Agenzia delle entrate. Trascorso il termine, l’agente di riscossione per colmare il debito del contribuente può pignorare le somme giacenti sul conto corrente oppure può pignorare un quinto dello stipendio.

Fino a oggi, il 75% dei Comuni del nostro Paese si è servito di Equitalia S.p.a. per la riscossione delle entrate che a partire dal 1° gennaio lascerà il suo incarico. Tra qualche mese saranno i Comuni stessi a gestire in proprio l’attività oppure potranno ricorrere a società interamente pubbliche.