In Vacanza senza Ingrassare

Durante le ferie aumentano le occasioni di concedersi pasti più abbondanti, spesso in ristoranti, villaggi turistici in riva al mare e nelle città montane. E c’è anche chi attende le vacanze per organizzare brevi gite gastronomiche alla scoperta di prodotti locali o per ritrovare sapori dimenticati. Possono essere sufficienti pochi giorni, però, per annullare i risultati ottenuti con mesi di palestra e dieta dimagrante. Per molti vacanzieri, poi, il rischio è di aggiungere chili di troppo a quelli che non se ne sono mai andati. La soluzione migliore, allora, è un compromesso saggio e salutare, che consenta di accontentare il palato senza, però, nuocere alla linea.

Il modo migliore per non ingrassare è mangiare un pò di tutto, con moderazione e preferendo i cibi semplici, e fare tanto moto. Tutto cambia, invece, se non si vuole rinunciare a ricette gustose e calorie. Solo di tanto in tanto ci si possono concedere cibi fritti, piatti elaborati e dolci di ogni genere: in vacanza, per esempio, è bene non prevedere più di una portata calorica per pasto. Quindi, meglio limitare le incursioni nel proprio ristorante preferito e compensare con pasti più frugali l’eccesso di calorie di pranzi o cene un pò abbondanti. Nel tempo libero, un’attività piacevole distoglierà la mente dal cibo.

In previsione di menù più nutrienti, è meglio ricordarsi di potenziare l’attività fisica: trascorrere la maggior parte della giornata distese al sole o sedute a leggere un libro, abbassa il metabolismo, riduce il fabbisogno energetico e nuoce alla linea. Si, invece, a camminate, escursioni a piedi o in bicicletta, nuotate e agli sport preferiti.

Di seguito alcuni consigli che sono sempre utili e validi per mantenersi in forma.
– Bere due litri di acqua al giorno, sorseggiandone due bicchieri prima dei pasti per aumentare la sensazione di sazietà.
– Attenzione agli antipasti: spesso sono veri e propri secondi piatti a base di formaggi stagionati e affettati; meglio limitarsi a un assaggino e iniziare il pasto con un’insalata o un piatto di verdure grigliate con poco olio o con un contorno al vapore.
– Evitare bevande alcoliche o zuccherate; è ammesso solo un bicchiere di vino al giorno.
– Accontentarsi di mezza porzione di pasta , in previsione di altre portate come un secondo piatto o un dolce.
– Per lo stesso motivo, ridurre al minimo il consumo di pane e, se possibile, eliminarlo completamente; unica eccezione ammessa è la prima colazione.
– Mangiare lentamente e masticare bene il cibo in modo da assaporare ogni boccone.
– Al ristorante come in albergo, evitare di aggiungere olio ai vari piatti: sono sempre già conditi.

Lo Stress Apre le Porte alle Infiammazioni

Lo stress è una reazione naturale e necessaria per tutti gli esseri viventi, uomo compreso. E’ quella risposta istintiva che consente all’organismo di mettere in allerta tutti i suoi meccanismi di difesa contro un potenziale pericolo.

A ogni allerta, però, dovrebbe poi seguire il momento di relax, di cessazione del pericolo. Non sempre, invece, questo accade quando si tratta di fattori di stress moderni. Questa funzione utile e necessaria dello stress si trasforma in un fattore negativo per la salute fisica quando la pressione diventa cronica. Quando si prolunga, infatti, impedisce quella fase indispensabile di recupero che dovrebbe sempre seguire l’impegno psico fisico.

Una ricerca condotta dallo studioso americano Sheldon Cohen, docente della Carnegie Mellon University in Pennsylvania, pubblicata sulla rivista scientifica americana “Proceedings of the national academy of sciences”, ha scoperto che lo stress cronico riduce la capacità corporea di regolare la risposta infiammatoria, cioè quei meccanismi di difesa che scattano quando c’è un’infiammazione, favorendo lo sviluppo di malattie.

Lo studio è stato condotto, in una prima fase, su 276 adulti, intervistati per capire il livello di stress cronico al quale erano sottoposti. Poi, tutte le persone sono state sottoposte a uno o due comuni virus che provocavano il raffreddore e messe in isolamento per 5 giorni. Si è osservato se le persone sviluppavano o meno l’infezione.

E’ risultato che il corpo delle persone con maggior livello di stress aveva una resistenza ai recettori dei glucocorticoidi (un gruppo di ormoni, tra cui il cortisolo, che causano infiammazioni): in sostanza, l’azione degli ormoni era minore. Il corpo aveva dunque una ridotta capacità di tenere sotto controllo un processo infiammatorio e queste persone si sono ammalate più di altre a causa dei virus a cui erano state esposte.

In una seconda fase hanno fatto la prova altri 79 adulti, ma su questi si sono monitorate anche i livelli di citochine, sostanze proinfiammatorie generate dal corpo quando c’è un’infezione, aumentandola. Si è visto che le persone più stressate avevano, oltre a una maggior resistenza ai glucocorticoidi, anche livelli di citochine più alti. I dati suggeriscono che lo stress prolungato interferisce con la giusta regolazione delle infiammazioni.

Voglia di Cambiare? C’è l’Ufficio di Scollocamento

Simone Perrotti, lo ricordate? E’ il manager che ha mollato tutto (Milano e un impegno superpagato) per assecondare la sua passione per il mare. E la sua voglia di libertà. Ha raccontato la sua scelta di downshifting nei bestseller “Adesso basta” e “Avanti tutta”. E ora torna con “Ufficio di scollocamento”. Una proposta per tornare a vivere. Ma oltre al libro c’è un progetto più grande.

Vai in direzione opposta e contraria.
Mentre tutti cercano di salire sulla nave del lavoro, dell’economia, del consumo, c’è chi come me vuole scendere. Anche perchè la nave sta affondando. Ma non si scende da una nave buttandosi in acqua, si rischia di affogare. Serve un percorso formativo e poi un progetto. Gli uffici di scollocamento mettono insieme filosofi, scrittori, economisti, psicologi, coach, artigiani, agricoltori che si facciano da tutor. Quando cerchi di uscire dalla droga del lavoro, e del consumo, hai bisogno di una comunità di recupero.

Spezza le catene.
Il progetto si rivolge prima di tutto ai workaholic, cioè i malati di lavoro che non riescono a spezzare le catene. Poi a quelli che hanno capito che lavoreremo per una vita correndo sul tapis roulant della pensione che però non ci daranno (o, almeno non in tempo). A quelli che hanno capito che viviamo qualche decennio e poi moriamo, ma ora non è ancora quel giorno. C’è ancora la possibilità di vivere diversamente, con meno cose, meno denaro, meno ansia; più gioia, più idee, più progetti.

Capisci se è il momento.
Bisogna chiedersi: solo felice, il lavoro mi appaga, il denaro è un giusto premio alla mia fatica, le mie relazioni sono buone, i cibi sono sani, gli oggetti utili? Se la risposta è si, allora aventi tutta. Se è no, serve un cambiamento. Scollocarsi da responsabilità assurde e inutili, dalla vicinanza con gente che non amiamo, da uno stile di vita che massacra il Pianeta e anche noi è l’unica via.

Allenati alle rinunce.
Di fronte ai grandi vantaggi (più libertà, più tempo per la nostra vita) bisogna abituarsi alle rinunce. Alleniamoci a vivere senza niente, le poche cose che avremo ci sembreranno moltissime. Bisogna capire dove buttiamo i soldi. Oggi se si vuole essere liberi occorre vivere con poco.

Decidi che cosa fare una volta scollocato.
Ognuno ha una sua naturale tendenza, magari sepolta dalle paure. Tiriamola fuori testandola, facendo. Capire chi siamo e cosa vogliamo fare è la nostra stella cometa. Serve un progetto, che poi è una mappa da seguire. Il tutto senza paura. Cambiare non accorcia la nostra vita. Semmai la allunga.

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