I Temporary Shop

Accade, camminando per le vie della città, di vedere un negozio che riporta l’insegna “temporary shop”. Si tratta di un punto vendita temporaneo, che offre la possibilità di fare shopping esclusivamente per il periodo della sua apertura che è, appunto, limitata a un massimo di qualche mese. Vediamo meglio come funzionano.

I temporary shop si trovano in zone strategiche della città, solitamente corrispondenti alle vie del centro di maggior passaggio per essere più visibili al pubblico. Non mancano, però, negozi aperti all’interno di location particolari come un loft, una fabbrica abbandonata o una chiesa sconsacrata. Oppure, addirittura, in un museo o in una galleria d’arte moderna. Naturalmente, lo scopo è quello di attirare l’attenzione della gente che, spinta dalla curiosità verso qualcosa di insolito, entra a visitare il negozio.

La durata di questi negozi è così variabile e breve, spesso scandita da un countdown. Uno speciale timer, al posto della tradizionale insegna, scandisce il tempo che manca alla chiusura definitiva.

Visto il successo, questi negozi non sono rimasti confinati alla moda. Per soddisfare le esigenze dei consumatori e rispondere alla grande richiesta, si spazia dalla cosmetica all’elettronica passando dall’arredamento e dagli oggetti di disegn. Oggi i temporary shop si estendono a tutti i settori merceologici. Nonostante la crisi, i temporary shop continuano a crescere, registrando una media di 25-30 nuove aperture all’anno.

Nei temporary shop vengono spesso proposte novità non ancora presenti sul mercato, magari di marchi nuovissimi e poco conosciuti che cercano un lancio pubblicitario. L’idea dell’esclusiva attira e conquista tutti gli appassionati di shopping.

In un certo senso questo genere di negozi costituisce un’alternativa al classico cartellone pubblicitario con lo scopo di lanciare sul mercato un nuovo prodotto.

L’elemento caratterizzante è la sorpresa o la novità di poter acquistare un prodotto che non è ancora sul mercato, ma disponibile solo in quello spazio e per quel limitato periodo di tempo. Capita di trovare merce non reperibile on altri negozi o addirittura in edizione limitata, il che costituisce un motivo in più per acquistarlo.

Menu Multicolor per il Tuo Benessere

“Aprile dolce dormire” recita un antico detto popolare; del resto, in questa stagione si è spesso svogliati, distratti e spossati. Per ribaltare la situazione basta un menu multicolor che aiuta ad adattarsi rapidamente al cambiamento di clima.

Il rosso per rivitalizzare: pomodori, peperoni, ravanelli, barbabietole, fragole e lamponi contengono pigmenti rossi, come il licopene di cui è ricco il pomodoro, che contrastano l’invecchiamento, proteggono dai disturbi che colpiscono cuore e arterie e preservano la bellezza della pelle. Simbolo di gioia e fertilità, il colore rosso stimola l’energia vitale e aiuta a contrastare apatia e indecisione. Favorisce la circolazione del sangue e aumenta la produzione di adrenalina, mentre sul piano emozionale rende loquaci, aperti, premurosi e passionali. Il rosso, infine, rivitalizza i tessuti e rende appetitosa ogni portata.

Il giallo-arancione per depurare: carote, arance e limoni, meloni, pesche, ananas, ma anche curcuma e zafferano: i loro colori brillanti sono dovuti a un’alta concentrazione di antociani e carotenoidi, sostanze antiossidanti che combattono l’azione negativa dei radicali liberi, tonificando i tessuti e contrastando i disturbi della circolazione. Da sempre associati al sole, il giallo e l’arancione stimolano l’intelletto e hanno un effetto positivo sull’umore. Due colori che, secondo la cromoterapia, stimolano le funzioni di stomaco, fegato e intestino e che, quindi, disintossicherebbero velocemente tutto l’organismo.

Il verde per trovare la calma: kiwi, avocado, verdure in foglia, broccoli, cavolini di Bruxelles, asparagi e zucchine. Le loro tonalità sono date dalla clorofilla, una sostanza che ha una potente azione antiossidante e che, oltre a proteggere le membrane delle cellule, ha anche un benefico effetto idratante e antistress. Il verde, il colore della natura, ha un effetto rasserenante. Una nuance da preferire anche a tavola per riequilibrare ogni emozione e tenere sotto controllo lo stress e l’appetito. Particolarmente adatto a chi mangia con voracità, il verde nel piatto dona calma e aiuta a rallentare i tempi di assunzione di ogni pasto.

Il blu-viola per allentare lo stress: prugne, more, mirtilli, melanzane e carciofi sono alcuni dei vegetali dalle tonalità scure grazie a un’alta concentrazione di flavonoidi e antocianine, pigmenti dal potere antiossidante che giovano alla circolazione e contrastano fragilità capillare. Tutte sostanze che proteggono l’organismo dai danni dell’invecchiamento, ideali per un menu revitalizzante e dall’azione drenante in grado di contrastare ogni segno di gonfiore. Il blu è il colore del cielo e della grande profondità e rappresenta l’intelletto, la fedeltà, la costanza e il principio femminile. Induce calma e serenità combattendo gli effetti negativi di stress, ansia, insonnia e irritabilità.

Il bianco per purificare: pere, finocchi, cetrioli, cipolle, aglio e altri vegetali bianchi contengono quercetina, un antiossidante che nutre, purifica e idrata l’organismo, fluidifica il sangue e regola i livelli di colesterolo, proteggendo cos’ la salute di cuore e vasi sanguigni. Il bianco rappresenta la luce e l’aria, ma anche la semplicità e la purezza. La luce bianca, infine, contiene tutti e sette i colori dell’iride, perciò questa nuance ha anche poteri rivitalizzanti, rigenera l’organismo e la mente. Così, anche da un punto di vista nutrizionale, il consiglio è di associare i vegetali bianchi ad alimenti dalle tinte vivaci.

La Sindrome del Pesce Rosso

Sentirsi osservati, scrutati, spiati: molte persone vivono le giornate pensando che qualcuno le stia guardando, con il solo scopo di deriderle o criticarle. Si tratta di una vera nevrosi chiamata “sindrome del pesce rosso”, per il fatto che ci si sente sotto osservazione proprio come i pesci di un acquario, che nuotano dietro un vetro trasparente per essere seguiti in ogni loro movimento.

Chi ne soffre non riesce a compiere azioni spontanee né a vivere senza complessi. Si muove in modo guardigno, con gesti veloci, cercando di non dare nell’occhio, quasi a celare l’intento che ha. A lungo andare, chi soffre di questa sindrome si isola fino a rimanere emarginato, raggiungendo una sorta di morte sociale.

Si calcola che il 10% della popolazione soffra di sindromi ansiose, tra cui quella del pesce rosso, e che le donne ne siano colpite più degli uomini. Le persone ansiose provano una serie di timori immotivati che investono l’intera vita quotidiana. Gli individui, se colpiti in modo pesante dalla sindrome del pesce rosso, evitano di compiere azioni visibili agli occhi degli altri e si rinchiudono in un mondo tutto loro, pur continuando a sentirsi spiati.

Le persone colpite da questa sindrome accusano dei sintomi piuttosto evidenti:
– Si sentono angosciate, minacciate, insicure.
– Possono credere che la propria vita sia filmata o videoregistrata.
– Se si trovano in un luogo pubblico con altri individui, scrutano i volti di chi li circonda cercando di non essere osservati.
– Si sistemano di continuo gli abiti, i capelli, gli accessori.
– Si preoccupano quando viene chiesto loro di lasciare i dati personali, anche per ragioni banali.
– Cercano di convincere gli altri che i loro timori sono fondati.
– La loro paura si trasforma spesso in nevrosi diventando, nei casi più seri, una vera e propria psicosi.

Un adeguato percorso di psicoterapia dovrà raggiungere i seguenti obiettivi per imparare a “comportarsi”:
– Comprendere il significato emotivo dell’ansia.
– Favorire l’apprendimento di comportamenti interpersonali adeguati.
– Insegnare tecniche sia di rilassamento, sia di autoconvincimento.
– Sollecitare la persona alla pratica di sport di resistenza, particolarmente utili in questi casi.