I Segreti per Superare ogni Cambiamento

Per la maggior parte delle persone, ogni cambiamento è vissuto come negativo o porta con sé forti timori. Perché succede? Come affrontare la vita in modo positivo?

Secondo l’antropologo Gregory Bateson, la capacità di adattamento al cambiamento è un processo graduale. Il livello zero consiste nella resistenza: ci si illude di poter restare sempre uguali a se stessi, anche se ciò procura disagio e insoddisfazione. Successivamente, però, si comincia a sentire l’esigenza di uscire da questa situazione di stallo: è il primo livello, quello del cambiamento incrementale.

Mano a mano che si prende consapevolezza dei vantaggi di questo approccio, si entra nella fase del cambiamento sviluppativo, in cui si fanno spazio nuove abilità, si esplorano territori sconosciuti, si adottano differenti modi di pensare. Poco alla volta, il cambiamento non riguarda più solo i comportamenti, il lavoro o le relazioni, ma è più profondo: è il livello evolutivo. E quando si è in grado di dare nuova direzione alla propria vita, si arriva all’ultimo livello, chiamato appunto rivoluzionario.

Di fronte a un bivio, tutti si chiedono: “Cosa succederà se cambio?”. Ma quasi nessuno si domanda: “Cosa succederà se non cambio?”. E’ fondamentale analizzare la situazione con oggettività, magari facendo una lista dei pro e dei contro. Nessun cambiamento andrebbe improvvisato, ma pensato, elaborato, pianificato. Come? Facendo una mappa della visione: uno schema o un riassunto degli obiettivi da raggiungere. Quest’operazione ha un effetto calmante.

Individuare le vere motivazioni che stanno dietro il cambiamento, chiedendosi il perché delle proprie intenzioni. Per esempio, quanto volte si è deciso di cambiare (taglio di capelli, forma fisica) per compiacere gli altri e non se stessi? Non affrontare tanti cambiamenti insieme, ma uno alla volta, distinguendo quelli che hanno la precedenza da quelli che possono aspettare.

Ogni passo va celebrato: è il concetto di rinforzo positivo, che fa da incentivo all’azione. Gli eventuali insuccessi richiedono invece una riflessione.

Stomaco in Fiamme

Quando la mucosa gastrica s’infiamma per cause che possono essere di varia natura, come un’infezione da Helicobacter pylori o un mix di diversi fattori come stress, utilizzo massiccio di alcuni farmaci e abuso di alcol, l’organismo reagisce liberando alcune sostanze, fra cui il fattore denominato NF-kB, un insieme di proteine che fanno scattare l’infiammazione delle cellule epiteliali gastriche.

Si tratta di una risposta positiva che costituisce una difesa dell’organismo, ma che con il tempo il corpo non riesce più a spegnere generando uno stato patologico. E’ in questa fase che intervengono gli ellagitannini, le molecole in grado di contrastare il fattore NF-kB e di spegnere l’infiammazione stessa.

Difficoltà a digerire, nausea, vomito, diminuzione dell’appetito, dolore e bruciore di stomaco, necessità ad eruttare e gonfiore addominale, sono i principali sintomi della gastrite, cioè l’infiammazione della parete interna dello stomaco.

Per la prevenzione della gastrite è utile seguire qualche buona regola di vita. In primo luogo, è importante adottare una dieta corretta, che eviti tutti gli alimenti irritanti come i fritti, gli alcolici, i cibi molto grassi, speziati o acidi. Inoltre, è meglio limitare il consumo di legumi, scegliendo quelli decorticati e riducendoli in purè con il passaverdura; non va usato il frullatore elettrico perché, girando velocemente, incorpora molta aria che aumenta il gonfiore. Infatti, il gonfiore addominale può peggiorare i sintomi della gastrite esattamente come la costipazione.

Inoltre, è importante fare una costante attività fisica (almeno 30 minuti al giorno), che aiuta l’attività dei muscoli intestinali e, di conseguenza, favorisce l’eliminazione più rapida delle scorie.

Infine, bisognerebbe tenere sotto controllo lo stress (magari con un corso di yoga o di meditazione), che aumenta la produzione di acidi gastrici e rallenta la digestione. Dal momento che questo non è possibile, ci si può concentrare almeno sui pasti, imparando a mangiare seduti a tavola e non in piedi, lentamente e a orari regolari.

Scopri ciò che Vuoi

La scorsa settimana, abbiamo scritto del mestiere del mental coach e di come lavora sul potenziale che ognuno ha dentro di sé e aiuta a scoprire quali pensieri negativi e convinzioni limitanti ostacolano il raggiungimento dei propri obiettivi.

Ecco gli step che bisogna affrontare con un coach mentale.

Spesso le persone credono di avere obiettivi chiari, ma parlando con loro, si scopre che non è così. Capita di frequente, infatti, che chi si rivolge a un mental coach sia convinto di voler raggiungere un determinato traguardo, ma quando si chiede loro quali emozioni affiorano pensandosi nella situazione desiderata, si rendono conto di avvertire disagio. Perché? E’ ciò che vogliono davvero o il loro desiderio è frutto di pressioni sociali? Per esempio: un uomo vuole fare carriera, ma in vent’anni non è ancora riuscito a ricoprire una posizione dirigenziale. Vuole davvero diventare il manager dell’azienda per cui lavora, o vuole arrivare a questo traguardo solo perché suo padre gli ha ripetuto più volte che le persone importanti sono quelle che comandano? Il primo step, allora, è fare chiarezza sui propri obiettivi. Il mental coach, in un primo incontro, aiuta chi ha di fronte a fare luce su ciò che desidera davvero e a diventare consapevole del vero traguardo che vuole aggiungere.

Una volta emersi i reali obiettivi da raggiungere bisogna scoprire che cosa ha impedito il loro raggiungimento fino a questo momento. Generalmente si tratta di convinzioni limitanti che la persona ha alimentato, dentro di sé, in modo più o meno consapevole, durante il corso degli anni. Gli esempi più frequenti sono: “Se avrò successo, gli amici e i colleghi mi invidieranno e io rimarrò da solo”, “Sono una donna e devo scegliere tra famiglia e carriera”, “Tutte le mie relazioni finiscono: gli amici e i partner che frequento mi tradiscono”. Questi pensieri possono essere gli ostacoli principali da superare per arrivare ai traguardi prefissati. La prima orazione è diventare alleati di se stessi e non sabotatori: bisogna cambiare la convinzione distruttiva in una più costruttiva.

Serve tempo per scardinare convinzioni che si sono alimentate durante tanti anni. Una volta fatta tanta chiarezza sui propri obiettivi, con il mental coach si lavora per raggiungerli. La persona riceve esercizi da fare a casa, da solo, e traguardi da raggiungere. Mentre lavora su se stessa, formulando affermazioni positive, con l’immaginazione creativa e con gli esercizi comportamentali che dovrà mettere in atto vedrà dei cambiamenti intorno a sé e, periodicamente, si valuta quanto è riuscita a raggiungere.