Il Frutteto Bio fa Boom

Come si trasforma la coltivazione di piante da frutto in chiave turistica e bio.

Stefan Hutter e la sua famiglia hanno fatto della coltura biodinamica la loro vita quotidiana e il loro business. Declinando il frutteto di famiglia in chiave turistica. A Gargazzone (Bz), vicino a Merano, in un’area di 70mila mq, sono stati piantati negli anni meli, peschi e peri. Nel 1980, il frutteto è stato trasformato in biologico. Quella del frutteto bio è una strada da consigliare, visto il boom del settore.

Crearne uno “non è semplice: bisogna riportare il terreno in condizioni naturali e sostituire alcune piante con altre più resistenti, adatte a una coltivazione senza l’uso di sostanze chimiche. Senza l’intervento massiccio di attrezzature agricole che comprimono il terreno. E con l’azione benefica dei microorganismi nella terra e degli insetti e degli animali che lottano contro i parassiti” spiega Hutter.

“Ci vogliono almeno due anni prima che una pianta dia frutto. Se è un albero bio, acquistato da vivai specializzati, i costi sono più alti. Ma è possibile trasformare in bio gradualmente un frutteto, iniziando da una parte. La frutta convenzionale si vende a prezzi inferiori, quella bio si può vendere direttamente, se si è creato un mercato locale, o cedere a uno specialista, a un prezzo più basso, ma con la sicurezza di sbocco sul mercato”. Ricordate che produttore bio è una scelta di vita, non si fa solo per motivi economici. Serve una seria pianificazione di marketing. Bisogna operare con serietà: il consumatore bio è attento e critico.

Accanto al frutteto, Hutter e i suoi hanno costruito nel 2008 un ClimaHotel certificato, un albergo sostenibile: materiali ecologici, consumi e impatto ambientale controllato, cucina e cantina con prodotti bio. 11 milioni l’investimento. I giardini sono un’area relax, tra le erbe aromatiche e il frutteto è un’estensione dell’area fitness: col jogging juice si corre tra le piante in fiore. La mezza pensione costa 105 euro a persona. Anche gli alberghi tradizionali possono trasformarsi in biohotel e far parte di un’associazione che dà informazioni e supporto. Per maggiori informazioni clicca


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