Il Litigio è Creativo e fa Bene alla Salute

Lo insegna la filosofia da millenni. L’applicazione:è meglio litigare che covare rabbia. Secondo l’antico filosofo Eraclito il conflitto (in greco pòlemos) domina la realtà. Se il suo punto di vista è corretto allora l’alternativa tra concordia e discordia è un falso problema. Anche nella concordia si trova la discordia e viceversa. Si può affermare che nella storia dell’umanità nessuna sfera di relazioni personali (famiglia, lavoro, amicizia…) si è mai sottratta a frequenti tensioni. Ed è altrettanto evidente che la moltiplicazione di incontri con altri favorita dalla società odierna ha aumentato in maniera consistente la possibilità di contese. Dobbiamo rammaricarci di tutto questo? Molti pensano di si. La nostra cultura ci ha abituati a pensare, infatti, che i dissidi alimentino l’aggressività. E che la forma più evidente della sua manifestazione, la rabbia, debba essere posta sotto il rigido controllo della ragione. Quando questo non accade, quando ci lasciamo trascinare dall’ira, siamo oggetto di biasimo. O, peggio, nella nostra coscienza scatta il dispositivo perverso e inconsapevole del senso di colpa: siamo noi stessi che, come giudici impietosi, ci condanniamo. In seguito, abituati come siamo a spiegare tutto, ci arrovelliamo a indagare sui motivi della nostra collera. Ma così cadiamo in un labirinto inestricabile di moventi e di ragioni, e di infelicità. Anche nelle relazioni di coppia agiscono meccanismi analoghi. Il litigio viene interpretato spesso come un segnale di latente fallimento. Ciascuno dei membri della coppia si impegna, quindi, a soffocare la rabbia. Essa si trasforma così in rancore che cresce sempre di più a misura della ripetuta impossibilità di sfogo. E la malattia psicosomatica si nasconde dietro l’angolo. Inoltre, la collera frenata diventa un potenziale esplosivo, soprattutto quando – come sottolinea La Rochefoucauld – si salda con l’orgoglio offeso di uno dei due partner. Il legame affettivo può dunque saltare in maniera del tutto inaspettata. Tutto questo non significa che ci si debba abbandonare a una rabbia distruttiva e violenta, sul tipo di quella funesta del Pelide Achille narrata da Omero nel’Illiade. Vuol solo dire che la coppia non può e non deve essere un modello perfetto di armonia coatta. Ogni accordo conquistato con la mutua repressione della rabbia uccide qualsiasi slancio creativo. Il litigio non è, perciò, un diavolo da esorcizzare. Piuttosto, sottolinea Aristotele, quale un modo di esprimere il nostro essere in piena spontaneità. Bisticciare contribuisce a farci ritrovare l’equilibrio interiore. Perché allora dobbiamo trattenerci?


Lascia un commento