L’Estate dei Tecnostressati

Aspettiamo un anno intero per abbandonare gli impegni stressanti, il computer, il cellulare. Eppure quando le vacanze arrivano, proprio non riusciamo a mollare le diavolerie tecnologiche che tanto ci perseguitano e ci ritroviamo sotto l’ombrellone a rispondere agli sms o ad aggiornare il nostro profilo su Facebook: è la vita dei Tecnostressati.

I tecnostressati, espressione del nostro tempo, sono tutti coloro che non possono fare a meno della tecnologia, nonostante in essa risieda una fetta importante del loro stress. Stare molte ore davanti al pc o alle prese col telefonino, causa molteplici malesseri fisici e mentali: ansia, affaticamento mentale, attacchi di panico, depressione, incubi, attacchi di rabbia (dovuti in particolare alle difficoltà di utilizzo dei computer e dei software), deficit di attenzione, calo della concentrazione, tensione muscolare, mal di testa, ipertensione, insonnia, fastidi agli occhi, che sperimentati ogni giorno si cronicizzano e diventano lo stato naturale dei patiti della tecnologia.

Per queste ragioni, rilassarsi è impossibile se non si lasciano a casa gli aggeggi tecnologici. Ma gli italiani sono ancora capaci di farne a meno?

Secondo un sondaggio che ha coinvolto 600 persone, per gli italiani la parola relax significa allontanarsi dagli obblighi e le richieste della società. Più che un insieme di gesti, per i nostri compatrioti il relax è uno stato d’animo legato all’amore e alla natura.

Attività frenetiche, anche se di svago, come ad esempio lo shopping o i videogiochi, non sono modi per rilassarsi: staccare la spina significa dedicare del tempo a se stessi, stando in compagnia, prendendosi cura di sè e facendo attività all’aria aperta.

Si può fare anche della meditazione, tecnica molto usata nei corsi di stress management in America, o attraverso l’attività sportiva, o avere la buona abitudine a pause rigeneranti. Facile a dirsi, più difficili a farsi quando si è davvero “tecnodipendenti”.


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