La Sindrome del Pesce Rosso

Sentirsi osservati, scrutati, spiati: molte persone vivono le giornate pensando che qualcuno le stia guardando, con il solo scopo di deriderle o criticarle. Si tratta di una vera nevrosi chiamata “sindrome del pesce rosso”, per il fatto che ci si sente sotto osservazione proprio come i pesci di un acquario, che nuotano dietro un vetro trasparente per essere seguiti in ogni loro movimento.

Chi ne soffre non riesce a compiere azioni spontanee né a vivere senza complessi. Si muove in modo guardigno, con gesti veloci, cercando di non dare nell’occhio, quasi a celare l’intento che ha. A lungo andare, chi soffre di questa sindrome si isola fino a rimanere emarginato, raggiungendo una sorta di morte sociale.

Si calcola che il 10% della popolazione soffra di sindromi ansiose, tra cui quella del pesce rosso, e che le donne ne siano colpite più degli uomini. Le persone ansiose provano una serie di timori immotivati che investono l’intera vita quotidiana. Gli individui, se colpiti in modo pesante dalla sindrome del pesce rosso, evitano di compiere azioni visibili agli occhi degli altri e si rinchiudono in un mondo tutto loro, pur continuando a sentirsi spiati.

Le persone colpite da questa sindrome accusano dei sintomi piuttosto evidenti:
– Si sentono angosciate, minacciate, insicure.
– Possono credere che la propria vita sia filmata o videoregistrata.
– Se si trovano in un luogo pubblico con altri individui, scrutano i volti di chi li circonda cercando di non essere osservati.
– Si sistemano di continuo gli abiti, i capelli, gli accessori.
– Si preoccupano quando viene chiesto loro di lasciare i dati personali, anche per ragioni banali.
– Cercano di convincere gli altri che i loro timori sono fondati.
– La loro paura si trasforma spesso in nevrosi diventando, nei casi più seri, una vera e propria psicosi.

Un adeguato percorso di psicoterapia dovrà raggiungere i seguenti obiettivi per imparare a “comportarsi”:
– Comprendere il significato emotivo dell’ansia.
– Favorire l’apprendimento di comportamenti interpersonali adeguati.
– Insegnare tecniche sia di rilassamento, sia di autoconvincimento.
– Sollecitare la persona alla pratica di sport di resistenza, particolarmente utili in questi casi.


Lascia un commento