Scarpa Unisex

Lei ha un suo marchio di abbigliamento, lui fa il consulente di marketing per il web. Ma Licia Florio e Francesco Ferrari, 27 e 29 anni, piemontesi con base a Milano, volevano fare un’impresa insieme: hanno scelto una scarpa unisex. L’F, il nome del marchio creato nel 2010, rappresenta infatti le loro iniziali.

Perchè inventare una scarpa?
“E’ stata una casualità. Un giorno abbiamo trovato in un mercatino una brogue (scarpa modello inglese con perforazioni sulla tomaia) bianca e verde. Abbiamo preso una bomboletta e spruzzata di nero, tolti i lacci, fatto qualche modifica. Poi Licia l’ha indossata, ed è stato un successo. Così abbiamo fatto una ricerca e scoperto che una calzatura così non esisteva. Allora abbiamo tolto anche la linguetta e riportato la scarpa al suo grado zero”.

Creare una scarpa è un processo difficile. Come avete fatto?
“In una calzatura ci sono più di 20 pezzi, ognuno viene da un fornitore diverso: c’è chi produce le suole, chi le pelli, chi fa il taglio e cucito, chi i puntelli e gli speroni, chi il montaggio… Noi non sapevamo niente di tutto questo, abbiamo passato il primo anno ad imparare il mestiere. Si parte da uno schizzo su carta, poi bisogna scolpire le forme in legno, che sono costosissime, poi si fanno i cartamodelli e quindi i prototipi per vedere quello che funziona di più, infine c’è la scelta delle pelli”.

Quale è stato l’investimento iniziale?
“70mila euro tra prototipi, forme e partecipazioni alle fiere. Il prodotto piace, finora abbiamo venduto qualche migliaio di paia (prezzi intorno a 220 euro), arriveranno al break even nel 2013. Per farlo bisogna andare sui mercati stranieri. Il monoprodotto ti permette di testare il mercato e vedere se la tua idea funziona”.

Con un unico prodotto, se fatto bene, si riescono a fare passi d gigante.

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