Sindrome di Affaticamento Informativo

Ecco come uno staff di psicologi inglesi ha battezzato il disturbo che ha origine dall’overdose di dati in entrata nel cervello. Da una ricerca condotta su 1.300 manager di cinque paesi, si è visto come questa “information overload” provochi sintomi sia a livello fisico (problemi digestivi, ipertensione, disturbi del sonno eccetera), sia sul piano psichico e relazionale (difficoltà di concentrazione, ansia e depressione, irritabilità, problemi sessuali). Il 43% dei manager intervistati ha dichiarato di provare un senso di frustazione, che nasce dal dover prendere decisioni in tempi brevi, ma solo dopo aver analizzato una mole impressione di dati in entrata. I due terzi del campione sperimentale ha ammesso che il sovraccarico di informazioni è all’origine del deterioramento della propria vita sociale. L’antidoto? Secondo David Lewis, uno dei ricercatori, è soprattutto uno: imparare a capire quando un’informazione è veramente utile (per cui vale la pena di acquisirla) o quando, invece, è opportuno lasciarla scivolare via senza prestarvi attenzione.


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