La Vitamina D

E’ indispensabile per prevenire il rachitismo, ma recenti ricerche confermano che è molto importante anche per le difese naturali dell’organismo, cioè aiuta a proteggersi da infezioni, malattie respiratorie e reazioni allergiche.

Negli ultimi anni gli studi hanno mostrato che i recettori della vitamina D sono presenti in moltissimi tessuti del corpo. Questo significa che la vitamina D esercita la sua azione non solo sulle ossa, prevenendo il rachitismo, ma su tanti altri organi e tessuti.

La vitamina D ha potenti proprietà immuno-modulatorie. Significa, in pratica, che aiuta a mantenere nel giusto equilibrio i diversi meccanismi con cui l’organismo si difende.

I peptidi anti-microbici sono molecole molto piccole, ma hanno un ruolo importante nella cosiddetta risposta immunitaria innata, che agisce nella prevenzione delle infezioni. Stimolando la loro produzione, la vitamina D contribuisce a rinforzare le difese contro i microrganismi che provocano le infezioni, in particolare quelle respiratorie.

Una carenza di vitamina D può essere la causa d’infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini e del riacutizzarsi dell’asma. Un livello basso di vitamina D nei primi anni di vita è associato a problemi come il respiro sibilante e le crisi asmatiche.

Ci sono tre suggerimenti, in ordine d’importanza, per evitare una carenza nei bambini.
1. Modificare il loro stile di vita: bambini e ragazzi devono trascorrere più tempo possibile all’aria aperta ed essere meno coperti, nelle belle giornate, in modo da poter assorbire una quantità sufficiente di sole. L’esposizione ai raggi Uv è la migliore garanzia per evitare un deficit.

2. Evitare l’abuso di cibi che conducono all’obesità: la vitamina D, infatti, viene assorbita dal tessuto adiposo ed è carente nei bambini obesi.

3. Integrarla quando è necessario. In casi particolari, per esempio nei bambini che stanno molto al chiuso o che abitano a latitudini dove l’irraggiamento solare non è ottimale, si può pensare agli integratori.

In nostro staff, nelle sue ricerche, ha trovato un ottimo integratore di vitamina D. Per maggiori informazioni clicca

Il Business della Capoeira Baby

I bambini di oggi conducono una vita ricca di esperienze. E nascono sempre più business e imprese dedicati a loro. Eccone uno.

“Molti dei movimenti della Capoeira si ispirano a quelli degli animali, si sta molto con le mani a terra e a testa in giù. E i bambini ne vanno matti. E’ un’antica pratica brasiliana che intreccia gioco, danza e lotta. Sviluppa agilità, coordinazione motoria, scioltezza” esordisce Luiz Martins De Oliveira, brasiliano di 51 anni, che nel 1999 ha fondato insieme alla moglie Umberta Martins l’Accademia de Capoeira a Milano.

“Sono arrivato nel 1987 e ho deciso di fermarmi qui per insegnare questa disciplina. Ma a quei tempi nessuno la conosceva, facevo fatica a insegnarla. Con il tempo ho costruito un gruppo di allievi, il che mi ha consentito di aprire la mia scuola”.

L’investimento per l’Accademia è stato di 15mila euro, per ristrutturare i locali (bagni, spogliatoi, parquet). La formula, quella dell’associazione sportiva dilettantistica, permette alcuni vantaggi fiscali (per esempio la collaborazione con i soci dilettanti che insegnano nella scuola e che non superano i 7.500 euro non sono tassate).

Oggi sono 50 i bambini che frequentano i corsi di Capoeira (130 euro al trimestre più 30 di quota associativa) “Con il tempo hanno iniziato a chiederci altri corsi: danza, baby yoga, tai chi. Abbiamo incrementato la nostra offerta, aprendo anche al mattino con la Baby Academia, attività psicomotorie per bambini da 0 a 3 anni”.

E per aprire una scuola di Capoeira? “Molti dei miei allievi lo hanno fatto” conclude Luiz. “Tre sono a Milano, due a Pavia, poi Como, Bergamo, Versilia, Istanbul e Lubango (in Angola). Sono tutti nostri tesserati, fanno parte dell’Associazione Capoeira de Angola. Ma per diventare maestri di Capoeira occorrono almeno 8 anni di pratica: devi imparare le tecniche, i ritmi e le canzoni. E appassionarti a questa disciplina per saperla insegnare”.

Prendere la Vita con Lentezza

In un mondo che va di fretta i sentimenti più profondi sono i primi a rimanere indietro. Tra questi l’amore, ormai diventata un’emozione usa e getta da vivere in modo sbrigativo. L’amore è un sentimento intenso che si costruisce giorno per giorno e che non si può pianificare.

Nella nostra società, invece, c’è una forte smania di raggiungere il nirvana sentimentale, di voler trovare l’amore giusto, nonchè un forte conformismo nel vivere i rapporti di coppia attraverso tappe prestabilite (fidanzamento, convivenza, matrimonio, figli eccetera). Tutto questo tende ad affrettare i rapporti, indebolendoli.

La soluzione sta nel rompere qualsiasi schema, nel vivere la relazione amorosa con intensità, senza prefissare alcuna tappa. Tutto arriverà da sè quando sarà il tempo. Se c’è calma, inoltre, anche se il sentimento non è destinato a durare potrà sempre sfociare in un’ottima amicizia o in un rapporto paritario basato sul rispetto reciproco.

Anche la crescita dei bambini deve camminare lentamente. A lanciare questo nuovo modello di educazione “lenta” è stato Carl Honorè, scrittore. Il suo obiettivo è quello di riportare equilibrio nella vita familiare; niente più corsi di lingua a quattro anni, lezioni di piano forte a cinque e sport agonistici fin dalla culla con l’obiettivo di far diventare il figlio uno star.

Crescere un bambino deve diventare un viaggio piacevole per tutti: il piccolo deve poter scegliere cosa fare nella vita senza imposizioni e gli stessi genitori devono dedicargli del tempo in modo continuativo, senza riempirlo di giochi inutili o progetti ingombranti. In sostanza, bisogna lasciare i figli liberi di vivere la loro vita con calma. Avranno sempre tempo per conoscere la fretta.