Anno Nuovo Vita Nuova

Buongiorno mondo…. scriverebbe wordpress.. credo che sia il titolo di questo post sia la frase più ripetuta in questi giorni e ci siamo fatti prendere dalla mano… abbiamo trasformato il sito in un blog.

Perché?

Ci siamo adeguati. Lo diciamo da sempre o ti adegui o ti estingui e sono fermamente convinto che ormai internet è diventato un mondo di condivisioni, commenti, riflessioni e questo puoi farlo solo con un blog. I siti dove la comunicazione è a senso unico sono destinati a morire!!!

Ancora siamo in fase di “trasloco” e potrebbe capitare che qualcosa ancora messa fuori posto tu non la riesca a trovare, quindi ti lasciamo comunque il link del vecchio sito, così potrai sempre tornare lì a cercare ciò che non trovi qui: clicca qui

Con l’occasione comunicacelo, così provvediamo… puoi scrivere anche direttamente sui commenti, così iniziamo ad abituarci 😀

A questo punto che dirti…

Buon Inizio Anno anche per Te, non solo pieno di buoni propositi, ma principalmente di tante buone azioni che ti faranno realizzare i buoni propositi!!!

Auguri

I Segreti per Superare ogni Cambiamento

Per la maggior parte delle persone, ogni cambiamento è vissuto come negativo o porta con sé forti timori. Perché succede? Come affrontare la vita in modo positivo?

Secondo l’antropologo Gregory Bateson, la capacità di adattamento al cambiamento è un processo graduale. Il livello zero consiste nella resistenza: ci si illude di poter restare sempre uguali a se stessi, anche se ciò procura disagio e insoddisfazione. Successivamente, però, si comincia a sentire l’esigenza di uscire da questa situazione di stallo: è il primo livello, quello del cambiamento incrementale.

Mano a mano che si prende consapevolezza dei vantaggi di questo approccio, si entra nella fase del cambiamento sviluppativo, in cui si fanno spazio nuove abilità, si esplorano territori sconosciuti, si adottano differenti modi di pensare. Poco alla volta, il cambiamento non riguarda più solo i comportamenti, il lavoro o le relazioni, ma è più profondo: è il livello evolutivo. E quando si è in grado di dare nuova direzione alla propria vita, si arriva all’ultimo livello, chiamato appunto rivoluzionario.

Di fronte a un bivio, tutti si chiedono: “Cosa succederà se cambio?”. Ma quasi nessuno si domanda: “Cosa succederà se non cambio?”. E’ fondamentale analizzare la situazione con oggettività, magari facendo una lista dei pro e dei contro. Nessun cambiamento andrebbe improvvisato, ma pensato, elaborato, pianificato. Come? Facendo una mappa della visione: uno schema o un riassunto degli obiettivi da raggiungere. Quest’operazione ha un effetto calmante.

Individuare le vere motivazioni che stanno dietro il cambiamento, chiedendosi il perché delle proprie intenzioni. Per esempio, quanto volte si è deciso di cambiare (taglio di capelli, forma fisica) per compiacere gli altri e non se stessi? Non affrontare tanti cambiamenti insieme, ma uno alla volta, distinguendo quelli che hanno la precedenza da quelli che possono aspettare.

Ogni passo va celebrato: è il concetto di rinforzo positivo, che fa da incentivo all’azione. Gli eventuali insuccessi richiedono invece una riflessione.

Cambiamento: Possibilità, Occasione, Apertura

Un antico detto sostiene che non si può entrare nello stesso corso d’acqua due volte. Ogni volta è come immergersi in un fiume diverso, perché le condizioni cambiano: la temperatura, la flora, i microrganismi che popolano il torrente. Lo stesso avviene nel ruscello della vita: tutto è in continua metamorfosi. E’ un meccanismo inarrestabile, al quale non si può opporre resistenza. Rifiutare le opportunità che la vita offre è come cercare di nuotare controcorrente. Meglio lasciarsi trascinare dalla corrente? No, al contrario: la cosa migliore da fare, per non affondare, è muoversi.

Ogni giorno la vita riserva cambi di rotta. Alcuni di questi eventi sono desiderati e attesi, altri vengono imposti dall’esterno e arrivano all’improvviso, come una doccia fredda. Entrambe, comunque sono situazioni difficili da accettare e gestire perché alterano l’equilibrio dell’individuo, cioè l’insieme delle sue convinzioni e dei suoi valori di riferimento.

A questo proposito gli psicologi parlano di zona di conforto: è l’insieme di abitudini e rituali di ogni giorno, una sorta di morbido cuscino che fa sentire al riparo. Quando siamo costretti a uscire da questo guscio protettivo si scatenano una serie di sentimenti negativi: paura, spaesamento, confusione.

Nella mente umana è profondamente radicata l’idea che l’immutabilità sia una virtù: chi riesce a mantenere lo status quo è un vincente. Se invece una relazione amorosa finisce o un contratto di lavoro non viene rinnovato, significa che qualcosa, nel proprio modo di essere o di fare, non funziona. La stabilità è un bene, il cambiamento è un male. Non è sempre così.

I cambiamenti non sono mai positivi o negativi in sé, ma assumono una valenza migliorativa o peggiorativa seconda dell’atteggiamento mentale con cui vengono accolti e gestiti. Il primo passo, dunque, è spogliare il cambiamento delle sue connotazioni pessimistiche (di pericolo, minaccia, perdita) e dargli una veste più neutra (di possibilità, occasione, apertura).