La Sindrome della Crocerossina

Innamorarsi di uomini inaffidabili, egoisti, problematici, capaci di portare solo sofferenza, inquietudini, senso di frustrazione. Eppure ci si ostina a portare a vanti il legame a ogni costo, donandosi sempre di più, perdendo di vista se stesse, i propri bisogni, i desideri più autentici. Finendo con l’annullarsi, assorbite in dinamiche malsane, di sicuro intense, che per questa stessa intensità, con assoluta convinzione, si tende a classificare come amore.

E’ un copione che buona parte delle donne ha vissuto, anche solo una volta, nella vita. E allora può essere una cotta, un errore di valutazione, una scelta sbagliata. Ma c’è che invece si lega costantemente a uomini problematici e a cui immolarsi, con la convinzione di cambiarli, trasformarli, poterli salvare. Per queste donne amare uomini che le fanno stare male è una vera e propria necessità. Per sentirsi importanti, utili, per avere la conferma di valere qualcosa. In questo caso si parla di “sindrome della crocerossina”.

Le motivazioni per cui una donna diventa crocerossina sono da ricondursi al periodo infantile e al contesto familiare in cui è vissuta. E’ cresciuta normalmente in una famiglia in cui si è convinta di valere poco, di non essere degna di essere amata. Per questo, si è costruita l’idea che non può ricevere amore solo in virtù della persona che è, ma che l’unico modo per essere accettata e ricambiata è soddisfare i bisogni di qualcun altro.

Può essere vissuta in un contesto instabile e non sereno, con genitori poco attenti ai suoi bisogni. Può essere stata portata a dover dare continuamente dimostrazione del suo valore, per risultare all’altezza delle aspettative. In tutti i casi, comunque, il fattore comune è la mancanza d’ascolto nei confronti del bambino.

L’attitudine della crocerossina viene proprio dalle esperienze infantili. Spesso è una bambina resa adulta anzitempo e strumentalizzata, magari perché cresciuta con una figura materna fragile o depressa. La bambina impara che se esprime i suoi bisogni emotivi ai genitori viene ignorata, se invece si mostra con loro affabile e disponibile, esaudendo le loro richieste, anche oltre misura, li rende felici.

Per questa ragione penserà che attraverso l’impegno e la dedizione potrà meritarsi la loro considerazione e sarà finalmente degna di essere amata. E’ questo stesso atteggiamento che tenderà ad adottare nelle relazioni adulte. Sarà disponibile oltre misura, ricevendo poco o nulla in cambio, per paura di perdere il partner.

Se è vero che ogni donna nella vita può sentirsi un po’ crocerossina, è anche vero che quando si è in presenza di una situazione che si ripete e fa soffrire, è consigliato rivolgersi a un esperto. Solo così, infatti, è possibile capire le motivazioni profonde da cui deriva un comportamento di questo tipo e affrontare il problema.

Le Donne Sono Attratte dai Tenebrosi

La psicologia ha messo in luce che le donne non sono attratte dal sorriso del bravo ragazzo. Un luogo comune vorrebbe che i tipi tranquilli rappresentassero un motivo di interesse per le donne, ma le cose sembrerebbero non andare in questo modo. A sostenerlo è una ricerca dell’Università della British Columbia, che rivela il fascino degli uomini tenebrosi.

In termini di attrazione fisica le donne sarebbero affascinate dagli uomini che ballano. Ma probabilmente finiscono con il preferire gli uomini che portano avanti un comportamento più serio. Gli esperti chiariscono comunque che esistono delle differenze nel modo in cui gli uomini e le donne reagiscono di fronte alle espressioni non verbali di felicità come il sorriso. Infatti Jessica Tracy del Dipartimento di Psicologia dell’Università della British Columbia spiega:

“Questo studio mostra che gli uomini e le donne rispondono in modo molto diverso alle manifestazioni fisiche delle emozioni, sorriso compreso”.

In particolare lo studio mette in evidenza che le donne, osservando diversi tipi di espressioni, non sono portate a preferire gli uomini che appaiono più felici proprio dal loro sorriso. Eppure, come aveva chiarito uno studio precedente, il segreto del matrimonio è proprio nel sorriso.

Le donne sono attratte dall’uomo macho? Non è questo il punto, basta che sia tenebroso e un po’ orgoglioso. Nello specifico l’espressione di orgoglio, come spiegano gli esperti, non fa altro che accentuare i tratti fisici tipicamente maschili. Le espressioni di felicità invece sembrano dare un tono più femminile, che evidentemente non risulta molto gradito.

La Missione Impossibile delle Donne

È un calcolo statistico. Una proiezione. Sembra un paradosso. La neutralità dei numeri viene usata per capire quanto tempo le donne dovranno aspettare per raggiungere i vertici delle professioni. Il risultato? Sconfortante. Decine di anni, in alcuni ambiti secoli. “È il caso della magistratura, se le donne crescono a questo ritmo la parità si avrà nel 2601”. Lo sostiene, grafici alla mano, la demografa Rossella Palomba, ricercatrice del Cnr, che ha provato a vedere quando le donne avranno i ruoli degli uomini. E il calcolo che ne viene fuori appare un miraggio.

“Ovviamente se le donne e gli uomini continuassero a crescere nei posti al vertice ai ritmi attuali la parità non verrebbe mai raggiunta poiché si manterrebbe sempre lo stesso divario”, spiega Rossella Palomba che porterà queste ed altre cifre al festival di antropologia contemporanea “Dialoghi sull’uomo” che si terrà dal 27 al 29 maggio a Pistoia. “Quindi bisogna fare delle ipotesi. Nel mondo scientifico accademico, ipotizzando che vengano promosse solo le donne, si dovrebbero attendere 63 anni. Invece se diamo agli uomini la possibilità di accedere alle posizioni di vertice della scala gerarchica ma con l’inversione del tasso di crescita tra uomini e donne, data la disparità esistente, bisogna attendere l’anno 2183”. Va peggio nella magistratura, “le donne sono entrate in magistratura solo nel 1963, in cinquant’anni solo poche
hanno raggiunto i vertici direttivi, se crescono a questo ritmo la parità si raggiungerà nel 2601″. Per le altre carriere le scadenze non sono dietro l’angolo: i professori ordinari nel 2063, i primari medici nel 2095, gli ingegneri professori ordinari nel 2094.

Certo la demografa è consapevole di fare un esperimento “in vitro”, un’ipotesi provocatoria, nella realtà le cose cambiano in continuazione ma i numeri estremizzano il divario, svelano l’inganno. “Dicono alle donne di aspettare, che è solo questione di tempo ma le proiezioni rivelano che non è così”. E a volte le cifre sono più efficaci di tante analisi. “Anche il mondo obiettivo dei numeri presenta pregiudizi, le misure sono neutre e perciò inadeguate a rappresentare la realtà”, spiega Rossella Palomba che al festival di Pistoia mostra le carriere nella Pubblica amministrazione, in magistratura, nella ricerca scientifica.

“La questione dell’uguaglianza implica molto fattori non solo oggettivi ma anche soggettivi. Però gli ostacoli esterni continuano a bloccare i percorsi delle donne. Basti pensare che il recente provvedimento voluto a livello europeo che prevede il 20% di donne nei Cda dal 2012 e 33% dal 2015 non è stato accolto con soddisfazione ma se ne sono messe subito in luce le difficoltà. Eppure è dimostrato che le società italiane quotate e non quotate, con almeno il 20% di donne nel top management hanno ottenuto nel triennio 2007-2009 una redditività superiore a quelle che hanno meno del 20% di presenza femminile”. Quindi? “Le soluzioni sono politiche, non sono compito della statistica”.