Dismorfofobia: Quando ci si Vede Brutti

Guardarsi allo specchio e non piacersi affatto. Il sentirsi fuori posto, inadeguati, poco accettati dalla famiglia o dal gruppo di amici, porta molti ragazzi più giovani a sviluppare una sensazione di bruttezza.

Troppo preoccupati dei propri difetti estetici, tanto da sviluppare una vera e propria fobia del proprio corpo. Si tratta della dismorfofobia, una malattia caratterizzata da un’eccessiva preoccupazione nei confronti dell’aspetto esteriore, che porta a concentrarsi sui difetti anche immaginari che scatenano un pesante imbarazzo nella persona.

Sempre più diffusa tra gli adolescenti, si tratta di un disturbo silenzioso perché chi ne è colpito prova talmente tanta vergogna da non riuscire a parlarne con gli altri e può scatenare depressione, stress e disturbi della personalità.

Una paura che esiste da sempre, ma che, è aumentata molto in questi ultimi anni abbracciando un gran numero di adolescenti. I ragazzi sono bombardati da modelli estetici che esaltano la magrezza o i muscoli mentre il loro corpo sta cambiando e si lasciano prendere dallo sconforto perché pensano che non ce la faranno mai a raggiungere quella perfezione.

Il corpo è il biglietto da visita degli adolescenti nei confronti dei propri coetanei. Non è il giudizio dei genitori quello che interessa ai più giovani, quanto quello dei coetanei. Il confronto è un appuntamento obbligato per tutti gli adolescenti.

La paura di essere brutti non esplode per caso negli adolescenti, ma spesso affonda le proprie radici nel rapporto con i genitori. Nei ragazzini di oggi sono riversate troppe aspettative. Ma di fronte alla difficoltà a realizzare gli obiettivi dei genitori, si sentono falliti e umiliati e quindi brutti.

Come arriva, la paura di essere brutti, nella gran parte dei casi, scivola via senza lasciare troppe conseguenze. Non per questo va presa sottogamba, specie quando il poco piacersi lascia spazio a malattie serie, come l’anoressia, che possono avere conseguenze pesanti. In famiglia e a scuola, è importante che i ragazzi possano coltivare la propria autostima secondo valori diversi da quelli enfatizzati dai mass media, perché la bellezza non è tutto nella vita.

Lasciamoli Liberi di Sperimentare

E’ difficile per un genitore moderno lasciare autonomia ai figli, perché più che in passato si fatica a dare loro fiducia e lasciarli fare da soli. Oggi la tendenza è quella di dare loro tutto, di metterli sotto una campana di vetro, risolvendo i problemi al loro posto. Ma così li trattiamo da piccoli rincitrulliti. Dobbiamo imparare che a ogni tappa corrispondono dei progressi. Non dobbiamo diventare dei loro sostituti, devono sperimentare e sbagliare.

Oggi i moderni non sopportano di vedere i propri figli fallire, farsi male quando giocano, cadere. E fanno di tutto per costruire un ambiente dove i bambini non trovano ostacoli. In questo modo, però, non si preparano i piccoli al mondo reale. In fondo, sbagliare è normale e nella vita di tutti i giorni capiterà di scivolare su una buccia di banana.

E’ a questo punto che bisogna intervenire e insegnare loro come fare a rialzarsi. La vita presenterà il conto a questi piccoli uomini, quindi è importante fornire loto tutti gli strumenti utili per affrontare le sfide.

Senza dimenticare che spingerli a essere al top è faticoso, irreale e crea nel bambino un forte senso di frustrazione. Inoltre, se li abituiamo ad avere tutto e senza fatica, non coltiveranno mai l’esperienza del desiderio e non sperimenteranno nulla, a quindici anni saranno già ragazzi annoiati.

Preoccuparsi per i propri figli è normale, ricoprirli di attenzioni però non fa bene. Ecco alcuni consigli dedicati a tutti i genitori troppo apprensivi.
– I ragazzi imparano dai fallimenti: dopo aver sbagliato e comprendono che non è la fine del mondo, non dovrebbero più avere paura di fare errori.
– Tenere i propri ragazzi in una campana di vetro ha un prezzo: depressione, obesità, nevrosi sono molto più frequenti dei rapimenti. Meglio evitare i pericoli più probabili che quelli remoti.
– Ricordati che non tutte le cose che fai hanno un impatto sullo sviluppo del bambino. Non serve che tu sia perfetta.
– La stima di sé deriva dal sentirsi utili, non dall’essere lodati. Per questo è importante che ogni bambino senta che può dare una mano. Se noi facciamo ogni cosa al suo posto lo priviamo dell’autostima.
– Rendi il tuo bambino a prova di mondo: insegnagli ad attraversare la strada, a nuotare, a non salire in auto con gli sconosciuti. E’ così che sarà al sicuro anche se non ci sei.

Il Fenomeno del Cyberbullismo

In Italia è ancora un fenomeno sotto controllo, ma in ogni modo da non sottovalutare. Il cyberbullismo, infatti, è una realtà di cui i genitori devono essere a conoscenza, se vogliono aiutare i propri figli in caso di bisogno. Secondo l’ultima ricerca di Telefono Azzurro, infatti, gli episodi di bullismo sono sempre più “cyber”: non più solo minacce fisiche e prese in giro nel cortile della scuola, ma anche molestie e intimidazioni tramite internet e cellulari.

Per cyberbullismo s’intende ogni tipo di minaccia, molestia, presa in giro o intimidazione che arrivi attraverso internet e le cosiddette nuove tecnologie. Il cyberbullismo si distingue dal bullismo tradizionale per almeno tre caratteristiche: anonimato, pervasività e persistenza.

L’anonimato è una componente molto seria di questo fenomeno perché facilita il distacco emozionale e consente comportamenti disinibiti e potenzialmente più gravi da parte del cosiddetto bullo.

Una seconda peculiarità del cyberbullismo è la pervasività: internet consente di diffondere una minaccia in qualsiasi momento e tra un pubblico molto ampio, in maniera istantanea e senza alcun controllo.

Terza caratteristica cyber è la persistenza delle molestie diffuse, di cui gli adolescenti sono spesso poco consapevoli. Un video o una foto imbarazzante può rimanere online per molto tempo, anche quando l’episodio di bullismo è cessato.

Bambini e adolescenti sono molto vulnerabili rispetto a questo tipo di violenza psicologica. La famiglia è, dunque, molto importante per rassicurare i ragazzi e metterli in grado di reagire e superare il problema.

E’ fondamentale che i genitori non siano giudicanti, soprattutto perché le vittime di bullismo o cyberbullismo hanno due emozioni prevalenti: la paura di ciò che può succedere e la vergogna di non essere stati in grado di difendersi.

Una regola molto importante per aiutarli è creare le premesse per un dialogo aperto e non indagatorio: i ragazzi devono sentirsi liberi di parlare di tutto con i propri genitori, trovando degli interlocutori sensibili, attenti e non del tutto digiuni di nuove tecnologie e possibili rischi online.

I ragazzi spesso si lamentano del fatto che i genitori tendono a sdrammatizzare bullismo e cyberbullismo. In generale, un adolescente ha bisogno di sentire che i genitori capiscano quanto sa doloroso e angosciante ricevere tali molestie. Dimostrare al figlio sostegno e rassicurarlo del fatto che non è colpa sua e che chiedere aiuto non è segno di debolezza.