Un Solo Prodotto per il tuo Business

Basta una custodia per iPad per farsi strada nel mondo della moda. Ecco come due giovani hanno trovato una nicchia e fatto un business. “Per vestire un iPad ci vogliono un’idea e un pezzo di stoffa”.

Come è nata l’idea?
“Il mio compagno faceva l’architetto, io avevo un negozio di maglieria. Un giorno di sei anni fa, così per gioco, ho preso un pezzo di stoffa e ho cucito una custodia per il mio Mac. Quando i miei amici l’hanno vista, mi hanno chiesto di farne altre per loro, prendevo stoffe vintage e le cucivo” racconta Monica Battistella, 34 anni, che con Sergio Gobbi ha creato il marchio Pijama.

Quando la svolta?
“Quando ho trovato un negozio che ha preso dei pezzi in conto vendita. All’inizio facevamo solo custodie per Mac, poi abbiamo aggiunto nuovi modelli e gli ordini sono cominciati ad aumentare. E abbiamo cominciato a vendere a HightTech, un negozio cult a Milano. E qui che un agente francese ci ha notato e a iniziato a vendere la nostra collezione in Francia. Poi da Parigi si è aperto il canale asiatico. A quel punto io e Sergio abbiamo lasciato i rispettivi lavori e ci siamo dedicati all’impresa”.

Come funziona?
“Compriamo i tessuti dagli stocchisti che hanno stoffe in casa: li accoppiamo con il neoprene e utilizziamo il velcro per chiudere le custodie. La produzione è realizzata da laboratori specializzati in taglio e confezione. Il nostro investimento è stato il primo rotolo di tessuto. L’anno scorso abbiamo venduto 40mila pezzi (prezzo da 16 a 32 euro). A giorni inauguriamo il nostro primo corner in un grande magazzino di ToKyo”.

Un’App per il Successo

Utili, divertenti, facili da usare, veloci, economiche. Un business. Stiamo parlando di App. “Il comparto oggi in Italia vale 60-70 milioni di euro: il doppio dell’anno scorso, la metà del prossimo. I suoi punti forti: i bassi costi d’ingresso (un’App si sviluppa anche in pochi giorni, con investimenti contenuti) e la globalità del mercato (gli store online permettono di arrivare a ogni utente nel mondo)” dice Andrea Rangone, direttore dello Statup program del Mip Politecnico di Milano.

La più grande piattaforma di applicazioni mobili del mondo è l’App Store di Apple (per iPhone e iPad), che fa numeri da brivido: oltre 500mila App, 30 miliardi di download (dal 2008) con oltre un miliardo di dollari di guadagno per gli sviluppatori. Il maggior concorrente è il Play Store di Google, che fino a poco tempo fa si chiamava Android Market

Play Store è arrivato a 20 miliardi di dowlonad (la metà negli ultimi 7 mesi) e si sta avvicinando all’App Store a passi da gigante anche su tutti i fronti. Terzo incomodo il BlackBarry App Worl. Ha “solo” 70mila applicazioni, ma può contare su un’alta propensione al download degli utenti, che scaricano in media 30 App all’anno.

Piatto ricco per gli sviluppatori. E, in un prossimo futuro, sarà ancora più ricco. Sul mercato sta infatti per arrivare Microsoft, fresco del lancio del sistema operativo Windows 8. Già largamente leader dei sistemi operativi per laptop e Pc desktop, l’azienda di Redmond dà ora l’assalto ai tablet. “Sappiamo che il successo sui tablet passa per lo sviluppo delle App” sintetizza Ted Dworkin, manager di Microsoft. Per non parlare di Amazon.

Cresce il numero di quanti scelgono uno smartphone a partire dalle App che può offrire. Ce n’è per tutti i gusti, ma come affrontare il mercato? “La scelta della piattaforma è fondamentale. Quella di Apple è sempre leader di mercato, ma il suo predominio è ora meno marcato. Si tratta di un sistema chiuso, adatto solo per iPhone e iPad. Viceversa, il sistema Android si applica a cellulari di marche e modelli diversi ed è perciò molto frammentato” spiega Massomo Carli, programmatore e divulgatore.

Ma l’opportunità di business è concreta? “Certo! Negli ultimi due anni una ventina di startup del settore sono state finanziate da venture capitalist. Esistono poi molti sviluppatori, spesso di 20-25 anni, in grado di guadagnare anche 5-10mila euro al mese con le loro App: certo, questa è la punta dell’icerberg” prosegue Rangone. Attenzione però: oggi è meno facile fare soldi con le App. Spiega Fabio Lalli, esperto di tecnologia e nuovi media: “Bisogna trovare la giusta idea, il momento buono, la perfetta esecuzione e la giusta strategia di lancio affinchè l’App esploda”.

“Essere ottimi sviluppatori non basta. Bisogna avere ottime competenze di marketing e saper usare un mix di canali (social network, blog, store) per promuoversi” dice Rangone. I guadagni sono variabili, anche perchè non dipendono solo dal prezzo. Il 70% delle App è gratis e in questo caso si lucra sugli aggiornamenti, le versioni premium o la pubblicità.

Un Nuovo Software per Creare App

Apple domina il mercato delle applicazioni mobili. Per incrementare ulteriormente il proprio vantaggio e l’offerta di contenuti, sta considerando l’introduzione di uno strumento per creare app per iPhone, iPad e iPod utilizzabile anche senza avere le conoscenze informatiche necessarie.

Con l’uscita di iBook Author, Apple ha creato un software potente e semplice da utilizzare che da la possibilità a tutti gli utenti di creare, pubblicare e vendere i propri libri digitali, e a quanto pare è intenzionata a creare qualcosa di molto simile che permetterebbe la creazione di applicazioni anche a quegli utenti che non conoscono minimamente nessun tipo di linguaggio di programmazione.

Una richiesta di brevetto “Content Configuration for Device Platforms”, compilata dalla compagnia descrive, infatti, un tool che permette la creazione di app senza la necessità di conoscere o comprendere codici informatici.

Le motivazione dietro l’iniziativa sono descritte nella richiesta stessa. Apple ritiene, più di tutto, che la necessità di conoscere linguaggi di programmazione sia un ostacolo alla creazione di applicativi mobili. Il problema può essere aggirato tramite software (WYSIWYG) che utilizzano interfacce grafiche per la creazione di app, programmi o pagine web; ma secondo la compagnia questi strumenti hanno forti limitazioni, in particolare in termini di capacità, e spesso costringono comunque gli utenti ad utilizzare codici come CSS.

Apple ritiene, inoltre, che gli strumenti attualmente disponibili rendano difficile per un utente inesperto ottimizzare i propri contenuti per i diversi device.

Il nuovo tool dovrebbe essere in grado di ovviare a questi problemi ed essere adatto a utenti esperti e non. I primi avranno, comunque, la possibilità di agire a livello di codice; mentre i secondi potranno creare contenuti aggirando completamente la necessità di comprendere i linguaggi informatici.

Apple spera che il nuovo strumento possa stimolare la creazione di contenuti da parte di piccole e medie imprese (ad esempio nella richiesta presentata si parla dei menu per ristoranti).

Quindi a breve una nuova opportunità di creare app in modo semplice e facile per tutti gli appassionati della mela e magari guadagnarci qualcosa.