Gli Scarabocchi Parlano di Noi

Lo si potrebbe definire una forma di comunicazione immediata e sintetica perchè lo scarabocchio, da anni oggetto di studio di psicologi, grafologi e pedagogisti, può aiutare a esprimere uno stato d’animo o ad alleggerire il carico mentale legato a un particolare momento della giornata.

Ma c’è di più. recenti ricerche condotte dagli scienziati dell’Università di Nottingham, in Inghilterra, hanno attribuito allo scarabocchio anche una funzione pedagogica. Cerchi, linee, disegni e annerimenti impressi su foglietti, block notes e quaderni favorirebbero l’apprendimento e potenzierebbero la memoria.

Si scarabocchia di tutto: frecce, fiori, cerchi, facce, cuori, forme definite e non. Alcuni anneriscono gli occhielli delle lettere o incorniciano qualcosa di già stampato sul foglio. Altri scrivono più volte la stessa parola o ripetono un numero di telefono. Il significato degli oggetti disegnati può dare adito a diverse interpretazioni.

Vediamo alcuni scarabocchi con i rispettivi significati, naturalmente approssimativi perchè variabili da persona a persona e da contesto a contesto.

– Case: simboleggiano bisogno di protezione. Con molte finestre testimoniano socialità; senza finestre sensazione di isolamento.

– Cuori: corrispondono a un animo pieno di sentimento. Se ne deduce bisogno di tenerezza. Sono naturali quando si è innamorati.

– Figure umane: esprimono il desiderio di trovare un partner, oppure la voglia di migliorare la propria immagine.

-Sole: indica adattabilità, sensibilità e desiderio di azione. Ma mette anche in evidenza il bisogno di calore, di affetto e di riconoscimento.

– Linee curve: sono associate a tenerezza, emotività, capacità di adattamento.

– Frecce, oggetti che terminano a punta: indicano la necessita di colpire il bersaglio, di affermare se stessi e incanalare la propria attività nel concreto. C’è sempre in chi le disegna un sottofondo di ambizione e aggressività più o meno repressa.

– Mezzi di trasporto in genere: simboleggiano il desiderio di viaggiare, la voglia di vacanza e di cambiamento. Facilmente c’è, in chi le disegna, un sottofondo di dinamismo, disponibilità al cambiamento e coraggio.

– Stelle lune a altri pianeti: denotano ottimismo e voglia di successo. Sono anche la tipica espressione delle persone sentimentali, di chi sta poco con i piedi per terra ed è pieno di fantasia.

– Scale e gradini: indicano il desiderio di arrivare alla meta, ambizione, bisogno di affermazione.

– Linee parallele: significano fermezza e capacità di concentrazione, che diventa desiderio di supremazia se le linee sono tracciate in diagonale.

– Fiori: espressione di gentilezza, delicatezza, femminilità.

_ Matasse aggrovigliate: esprimono un momento di stanchezza , di confusione e denotano il desiderio di uscire da una situazione difficile.

– Annerire gli occhielli già presenti sul foglio: è un gesto che denota ansietà,

– Linee tratteggiate e indecise: indicano insicurezza, indecisione e ansietà.

– Grate, reticolati: sono elementi che rivelano una mente logica che classifica ogni cosa, quasi volesse ingabbiare la realtà per renderla inoffensiva.

– Cerchi: sono simbolo di sincerità e lealtà.

Troppa Multimedialità fa Male al Cervello

Per la salute del nostro cervello bisogna fare attenzione ai troppi stimoli multimediali. In effetti non bisogna dimenticare che oggi siamo sottoposti a un’interazione molto complessa e intensa con gli strumenti della tecnologia. Messaggi di posta elettronica, social network, cellulare, navigazione in rete: tutti elementi che, se protratti in maniera eccessiva, rischiano di confondere la nostra mente.

Il cervello riesce ad essere flessibile, ma una grande quantità di dati e di azioni da compiere all’insegna della multimedialità rischia di mettere in pericolo l’efficienza del suo funzionamento. A fare il punto sulla situazione è stato uno studio portato avanti presso l’Università di Stanford. Le conseguenze negative sarebbero soprattutto per la memoria, sia per quanto riguarda la capacità di memorizzazione a lungo termine che per la memoria a breve termine. Per questo gli esperti consigliano di mettere in atto quella che si potrebbe definire una vera e propria “dieta tecnologica“.

Una ricerca precedente ha fatto notare che il cervello in sovraccarico non è capace di elaborare nemmeno i drammi. Sottoposti a continui e irrefrenabili stimoli multimediali, i soggetti non sarebbero più capaci di distinguere fra un compito e l’altro. Individuare la predisposizione del nostro cervello alla multifunzionalità può certamente essere d’aiuto, ma è comunque opportuno evitare l’eccesso di informazioni, difficile da gestire nell’ambito dei processi mentali.

Gli esperti hanno espresso la loro preoccupazione soprattutto per il fatto che queste informazioni multimediali che arrivano al nostro cervello sono prive di contenuti emotivi. Da questo punto di vista non è possibile prevedere le eventuali conseguenze che ne possono derivare.