Boom di Acquisti Online

Natale all’insegna della sobrietà, con quasi 6 italiani su 10 intenzionati a spendere complessivamente meno rispetto allo scorso anno, prediligendo come canale d’acquisto il web. A dire il vero anche io quest’anno ho comprato parecchi regali di Natale online e sinceramente non tanto per il risparmio economico ma per varietà.

Ciò che cercavamo lo abbiamo trovato solo online!!!

Questo dovrebbe farci riflettere. In tanti sono convinti che possono avviare un e-commerce, ma se vuoi farlo in modo serio devi avere un bel pò di soldi da investire per farti conoscere… devi fare marketing. Se no come fanno le persone a venire a comprare da te? A tal proposito ricordo ancora quando qualche anno fa la gente era convinta che bastava essere online per diventare ricchi.

Purtroppo non è così!

Aprire un negozio online, senza investire in pubblicità è come aprire un negozio in uno scantinato… come fa la gente a trovarti? Quindi o hai soldi da investire in marketing, oppure ti togli dalla testa l’idea dell’e-commerce proprietario… molto meglio appoggiarti a realtà già esistenti… io per esempio avevo provato a crearne uno mio, ma tra tasse, marketing e altro non ce la spuntavo. A quel punto la decisione di fare e-commerce legato al Network Marketing, che grazie alle agevolazioni fiscali italiane è risultato la scelta vincente.

In pratica ho avviato un’impresa con pochi euro, la gestisco da casa, non ho impiegati, non ho magazzino, sono libero dai classici orari (posso decidere io quando e come) e per assurdo ho delle agevolazioni fiscali… in parole semplici devo solo occuparmi del marketing che comunque avrei dovuto fare in qualsiasi altra un’attività.

La reputo un’idea geniale!

Il Dono Giusto

Inutile negarlo: spesso, proprio per i risvolti consumistici di questa festa, il Natale si trasforma in un incubo. Non si sa cosa comprare agli zii, agli amici, al partner, ai genitori ecc. Nonostante gli sforzi (economici e di tempo), capita di frequente che il regalo non sia gradito. Cosa fare per evitarlo?

“Prima di tutto, bisogna comprendere se stiamo facendo un regalo o un dono” suggerisce il dottor Roberto Pani, professore di psicologia clinica all’università Alma Mater Studiorum di Bologna. “Il primo, spesso, è una pura formalità, mentre nel secondo c’è un messaggio molto profondo che stiamo inviando al destinatario e che ha a che fare con il periodo dell’infanzia”.

Dietro al regalo, spesso, c’è il bisogno di mettere a tacere il proprio senso del dovere: “devo fargli un regalo, perchè sicuramente lui (o lei) me ne farà uno”. E l’oggetto che si sceglie, generalmente, non ha un vero valore affettivo: segue la moda o un criterio di convenienza.

Quando si dona qualcosa, invece, è come se stessimo rivelando all’altro una parte molto intima di noi stessi. “Il sentimento che spinge ad osservare il destinatario del dono e ad appagarlo con un oggetto gradito è mosso dalla vicinanza emotiva nei suoi confronti” spiega il professor Pani. Come se avessimo ascoltato l’altro con il cuore.

“Chi dona davvero lo fa sempre gratuitamente, a differenza di chi fa un regalo. Non si aspetta niente in cambio, se non di vedere felice il destinatario del suo dono. Il regalo più bello che può ricevere in cambio, infatti, è vedere accendersi di gioia gli occhi del ricevente.”

In chi fa e in chi riceve un dono si nasconde anche un gesto che rievoca il periodo dell’infanzia: “Chi dona in modo autentico, lo fa con la stessa spinta emotiva di una madre che, attraverso un oggetto, accontenta il suo bambino. Anche a chi riceve ritornato alla mente le emozioni di quando era piccolo”.

Per fare un dono o un regalo gradito bisogna essere almeno un pò empatici. Riuscire, cioè, a leggere, anche in minima parte, le emozioni dell’altro, avere allenato la capacità di immedesimarsi nella situazione che sta vivendo e cercare, per quanto possibile, di offrirgli con il proprio gesto un momento di felicità.

Se al regalo si può pensare anche all’ultimo minuto, al dono si dovrebbe pensare tutto l’anno: “L’altro ci invia continuamente segnali sulle sue preferenze e su quali sono i sentimenti che sta provando. Se siamo veramente in sintonia con questa persona, allora il Natale e il pensiero con cui accompagnare questo momento importante dell’anno non saranno uno stress” afferma il professor Pani.

Un regalo o un dono, non dimentichiamolo, oltre ad essere un’attenzione nei confronti dell’altro, è anche un modo per parlare di noi e della nostra sensibilità.

Con la Crisi il Natale è più Casalingo

Nemmeno le vacanze di Natale e Capodanno permettono di fuggire dalla crisi. Continua anche nel 2011 la riduzione dei cittadini italiani che mettono in conto una vacanza tra il 22 dicembre ed il 6 gennaio del 2012, passando dal 21% del 2010 al 17%, pari a circa 8 milioni di italiani. E’ quanto rileva un’indagine Confesercenti-Swg, da cui emerge che resteranno a casa più di 8 italiani su 10 (83% del totale), soprattutto gli appartenenti alle fasce professionali più basse (operai, casalinghe, pensionati e disoccupati) e le famiglie più numerose, le più colpite dalla congiuntura economica negativa.

Per gli 8 italiani su 10 che non andranno in vacanza durante le feste natalizie o di fine anno, secondo Confesercenti “risulta lampante che la motivazione più forte per giustificare questa privazione è di tipo economica-finanziaria”. Le difficoltà colpiscono soprattutto gli impiegati pubblici, gli studenti, i pensionati ed i disoccupati: tra loro, il 31% dichiara di non avere sufficiente disponibilità economica ed il 15% ritiene che i prezzi siano troppo alti rispetto alle proprie possibilità.

Anche il desiderio di riconnettersi alla famiglia, però, gioca un ruolo importante: il 23% degli italiani rimarrà a casa per stare con i propri cari. Poco più di un italiano su dieci, (il 12%) dichiara invece di preferire altri momenti dell’anno per concedersi una vacanza. In qualunque caso, il problema che sembra impedire di partire in modo omogeneo a tutte le fasce d’età è, come detto, quello finanziario.

Nelle fasce più anziane della popolazione italiana (maggiori di 64 anni) si aggiunge a questo un altro importante problema: la condizione di solitudine o malattia, che convince definitivamente ad approfittare della compagnia dei propri cari almeno durante il periodo natalizio.

Chi parte non resta fuori molto tempo. Una quota molto consistente di rispondenti (78%), infatti, non intende prolungare la vacanza oltre i sette giorni. Scendendo nel dettaglio, la maggiore preferenza (51%) si concentra su una sosta di brevissima durata (dai 3 ai 5 giorni); nonostante questo dato sia in continuità con quanto emerso l’anno scorso, a differenza di quest’ultimo si allarga la quota di persone che decide di regalarsi un paio di giorni in più di riposo.

La meta di viaggio prediletta è ancora il Bel Paese, scelto dal 62%; nonostante ciò, rispetto allo scorso anno, la preferenza è diminuita di 15 punti percentuali. Le regioni italiane più gettonate per trascorrere il periodo di riposo natalizio o di inizio anno nuovo sono il Veneto, seguito dal Trentino-Alto Adige, dal Lazio e dalla Toscana.

Per contro, è aumentata la quota di italiani che decide di trascorrere la pausa natalizia in luoghi internazionali. In particolare, le destinazioni europee sono quelle ad acquistare più punti (da 16% nel 2010 al 27%), selezionate specialmente dai più giovani (18-24 anni) e da coloro che lavorano in proprio. I Paesi stranieri più accattivanti sono la Spagna, la Germania, la Francia e l’Austria.