Cambiamento: Possibilità, Occasione, Apertura

Un antico detto sostiene che non si può entrare nello stesso corso d’acqua due volte. Ogni volta è come immergersi in un fiume diverso, perché le condizioni cambiano: la temperatura, la flora, i microrganismi che popolano il torrente. Lo stesso avviene nel ruscello della vita: tutto è in continua metamorfosi. E’ un meccanismo inarrestabile, al quale non si può opporre resistenza. Rifiutare le opportunità che la vita offre è come cercare di nuotare controcorrente. Meglio lasciarsi trascinare dalla corrente? No, al contrario: la cosa migliore da fare, per non affondare, è muoversi.

Ogni giorno la vita riserva cambi di rotta. Alcuni di questi eventi sono desiderati e attesi, altri vengono imposti dall’esterno e arrivano all’improvviso, come una doccia fredda. Entrambe, comunque sono situazioni difficili da accettare e gestire perché alterano l’equilibrio dell’individuo, cioè l’insieme delle sue convinzioni e dei suoi valori di riferimento.

A questo proposito gli psicologi parlano di zona di conforto: è l’insieme di abitudini e rituali di ogni giorno, una sorta di morbido cuscino che fa sentire al riparo. Quando siamo costretti a uscire da questo guscio protettivo si scatenano una serie di sentimenti negativi: paura, spaesamento, confusione.

Nella mente umana è profondamente radicata l’idea che l’immutabilità sia una virtù: chi riesce a mantenere lo status quo è un vincente. Se invece una relazione amorosa finisce o un contratto di lavoro non viene rinnovato, significa che qualcosa, nel proprio modo di essere o di fare, non funziona. La stabilità è un bene, il cambiamento è un male. Non è sempre così.

I cambiamenti non sono mai positivi o negativi in sé, ma assumono una valenza migliorativa o peggiorativa seconda dell’atteggiamento mentale con cui vengono accolti e gestiti. Il primo passo, dunque, è spogliare il cambiamento delle sue connotazioni pessimistiche (di pericolo, minaccia, perdita) e dargli una veste più neutra (di possibilità, occasione, apertura).

Fortunati si Nasce o si Diventa?

Da oltre un secolo, gli psicologi studiano il modo in cui i geni, l’educazione, la personalità, l’intelligenza e l’aspetto fisico influenzano la vita, e il loro lavoro ha chiarito vari aspetti della condizione umana. Nonostante ciò, sono poche le ricerche che si concentrano su fortuna e sfortuna, spiegando perchè i fortunati incontrano l’anima gemella, realizzano i loro desideri, svolgono un lavoro appagante e vivono serenamente. Ciò non succede perchè queste persone possiedono qualità rare, ma perchè riescono ad adottare un atteggiamento costruttivo nei confronti della vita e dei suoi inevitabili problemi, scegliendo di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Quelle sfortunate vedono i loro propositi sfociare nel fallimento senza dimenticare la difficoltà a trasformare i problemi in occasioni di crescita. La tentazione di attribuire ciò che non va a una punizione divina o a un conto da pagare al destino, può essere forte e controproducente: spinge a cucirsi addosso il personaggio a cui non ne va bene una. Ciò farà andare male anche le cose che potrebbero funzionare.

Esistono comunque dei meccanismi psicologici che si celano dietro le principali differenze tra un’esistenza felice e una iellata: si tratta dei principi della fortuna. Comprenderli significa comprendere la fortuna stessa. Vediamoli insieme.

1. Afferrare le opportunità della vita.
La buona sorte bacia le persone estroverse, che amano far visita agli amici, partecipare alle feste e svolgere professioni che le portano a stare sempre in mezzo alla gente. Grazie al loro atteggiamento rilassato verso la vita notano che cosa accade e colgono tutte le occasioni che incontrano. La buona sorte vede di buon occhio chi ama le novità e prova sempre nuovi modi di fare le cose. Ciò significa che non è ben disposta verso gli individui che parlano sempre con le persone nello stesso modo, che fanno i medesimi percorsi casa-lavoro, o le vacanze nella medesima località. Questa è la classica maniera di esaurire le opportunità della vita, chiudendosi a tutte le esperienze nuove che recano in sè il potenziale di ulteriori occasioni.

2. Sviluppare intuito e sesto senso.
Chi dà retta al proprio istinto, alle intuizioni e ai presentimenti utilizzandoli come campanello d’allarme, di solito è guardato con simpatia dalla fortuna. Ciò significa, infatti, saper riporre la propria fiducia in individui seri e onesti, prendere le decisioni più azzeccate e riconoscere le occasioni finanziarie più redditizie.

3. Coltivare un sano ottimismo.
Attendersi soltanto il meglio dall’avvenire, sforzarsi di raggiungere i propri obiettivi anche se le probabilità di successo sono scarse, non arrendersi davanti alle sconfitte: sono caratteristiche molto comuni tra le persone fortunate, capaci di condizionare in maniera positiva la loro vita personale e professionale. Questo per spiegare come i fortunati non realizzino mai i loro desideri per caso, mentre gli sfortunati sono automaticamente condannati a vedere le loro aspettative deluse.

4. Invertire le tendenza.
Chi è baciato dalla buona sorte adotta, forse senza esserne pienamente consapevole, quattro tecniche psicologiche utili a superare, e perfino sfruttare, gli episodi scalognati in cui incappa. Primo, immagina che le cose sarebbero potute andare peggio e si confronta con le persone più sfortunate di lui. Secondo, guarda oltre e pensa che dalle sconfitte subite nascerà comunque qualcosa di positivo. Terzo, non rimugina su ciò che è andato male, ma si lascia il passato alle spalle. Quarto, è convinto di poter fare qualcosa per contrastare il destino avverso e non getta la spugna, cercando piuttosto soluzioni fantasiose ai suoi problemi e imparando dai propri errori. Se considerati insieme, questi quattro metodi spiegano la loro misteriosa dote di affrontare, e spesso, addirittura di trarre vantaggio, dalle batoste della vita.