Il Giocoliere della Mente

Ci sono tanti lavori insoliti. Uno di questi è il giocoliere della mente o mentalista.
“Il mentalista offre esperienze tra il vero, il possibile e l’immaginabile per ottenere meraviglia” così definisce la professione l’Associazione dei mentalisti europei. Tra la psicologia e l’intrattenimento, il mentalista sembra leggere nella mente degli spettatori i nomi dei loro famigliari o il valore di una carta da gioco. Studia la mente e i nostri comportamenti spesso prevedibili, lavora grazie all’intuito e all’analisi del linguaggio del corpo di chi ha di fronte.

I requisiti richiesti per fare questo lavoro sono senso dell’osservazione, capacità di concentrazione, empatia e gusto di essere il centro dell’attenzione. Fantasia, flessibilità e acume sono poi irrinunciabili per inventare nuovi esperimenti.

L’Accademia del mentalismo organizza costi triennali, che comprendono corsi di gestione dello spazio e dell’attenzione, linguaggio non verbale. Iscrizioni da 450 euro più Iva. In alternativa, il portale Nuovomentalismo.com propone corsi online di cold reading e visual mentalism. Prezzi da 57 euro.

Alle prime armi, si lavora ai matrimoni con cachet intorno a 100-200 euro per spettacolo. Show presso convention aziendali propongono retribuzioni da 500 euro in su. Per i top, ci sono gli spettacoli teatrali con compensi alti. Il mentalista inglese Derren Brown, noto per aver indovinato i numeri vincenti di una lotteria, ha un patrimonio personale stimato sui 6 milioni di euro.

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Colora la Tua Vita con i Mandala

Per induisti e buddisti i mandala sono disegni di varie forme che rappresentano simbolicamente il cosmo. A introdurre i mandala nel mondo della psicologia è stato lo psichiatra Carl Gustav Jung, che ne scoprì i benefici curativi grazie all’uso personale che ne fece durante un’esplorazione della sua vita interiore, riconoscendo al loro interno non solo la rappresentazione dei suoi stati d’animo, ma anche le trasformazioni psichiche che si verificavano dentro di se.

Il termine mandala deriva da una parola che in sanscrito vuol dire sia cerchio sia circonferenza, e ben introduce le caratteristiche a cui questa pratica (dipingere o costruire forme mandaliche) tende: contenere le emozioni e ristabilire una relazione con il centro energetico e psichico interiore, per poi metterlo in comunicazione con le altre parti esterne ed interne di sè.

Secondo il medico e psicoterapeuta Ruediger Dahlke, considerato uno specialista di riferimento in questo ambito, con l’aiuto del mandala è possibile riconoscere diversi aspetti psicologici della persona, a patto di non sopravvalutarne gli esiti. Per esempio, chi è certo del proprio centro e, quindi, ha consapevolezza di sè tende spesso a colorare un mandala partendo proprio dal suo centro, allargandosi al mondo circostante. Al contrario, chi ha una scarsa fiducia di base è alla ricerca di se stesso e della propria strada, tende a colorare il disegno dall’esterno verso l’interno.

La colorazione dei mandala permette anche di capire qual è il rapporto che la persona ha con i limiti, propri o generali, se ci rientri volontariamente o di malavoglia, se si conceda di sbagliare oppure no. Nel caso dei mandala a spirale è indicativo anche che si proceda in senso orario e che esista una resistenza da questo punto di vista. Il mandala può anche rivelare come si suddivide il tempo o come si valuti se stessi.

Si può interpretare, infine, anche la scelta cromatica, oppure una preferenza per particolari forme o per interi mandala può essere oggetto di diverse considerazioni.

Fare un mandala può aiutare a ristabilire un ordine che si era perduto. E’ di supporto nei momenti di crisi, quando ci si sente persi di fronte a troppe decisioni da prendere o, al contrario, chiusi in uno spazio angusto e senza possibilità di scelta.

Cause del Vandalismo

Spesso le cronache riportano molti casi di atti vandalici. Devastazioni e azioni distruttive nei confronti di oggetti, di proprietà di sconosciuti, sono all’ordine del giorno. Gesti di questo tipo possono nascondere profondi disagi psicologici e disturbi del comportamento.

Il vandalismo è un disturbo del comportamento che porta i ragazzi ad unirsi ad un branco che, per creare un diversivo alla vita di tutti i giorni, devasta quello che incontra sul suo cammino. A dettare questo comportamento è spesso la noia, l’incapacità di gestire la solitudine. In altri casi il vandalismo è l’espressione della difficoltà a contenere le energie. La persona sfoga la propria rabbia sugli oggetti. E’ l’unico modo che conosce. Il vandalo è spinto a compiere il suo gesto da un motivo che a lui sembra preciso. E’ una forte spinta interna a portarlo a sfogare sugli oggetti altrui la propria aggessività e a provare poi sollievo.

Quali sono gli impulsi che guidano un piromane o un vandalo a devastare tutto quello che trova di fronte a se? A innescare la miccia molto spesso è un sentimento di odio, derivante da invidie, gelosie e desideri di vendetta per aver subito dei torti.

All’origine di questi comportamenti ci sono molto spesso problematiche familiari. Il vandalismo, infatti, è un dusturbo che ha origine nell’adolescenza, un’età molto critica, e può scoppiare a causa di rapporti conflittuali con i genitori e i familiari. Molto spesso i vandali sono persone che a scuola hanno vissuto forme di prevaricazione come il bullismo e che, anche da adulti, continuano a vivere questi problemi sotto forma di mobbing da parte di colleghi e superiori. In genere hanno un quoziente intellettivo piuttosto basso, ma allo stesso tempo sono molto abili a non farsi scoprire e a non lasciare tracce.

Crescere circondati da un clima di violenza è il punto di partenza per sviluppare comportamenti di questo tipo. Infatti, sempre più spesso si registrano casi in cui il vandalo è uno stalker: se il persecutore non riesce a sfogare la propria violenza sulla sua vittima, distruggerà gli oggetti che le appartengono, dall’automobile all’abitazione.