Sport e Dieta Vanno di Pari Passo

Non puoi essere sedentario e dimagrire. Almeno, non in modo duraturo. Per rendere lo sport un’abitudine quotidiana è importante scegliere un’attività che ti piaccia e, allo stesso tempo, sapere come sfruttarla al massimo per notare i risultati sulla salute e sulla silhoutte il prima possibile. Mentre scegli tra le varie attività (camminare nuotare, andare in bicicletta, praticare yoga…) non perderti i consigli di seguito.

Dato che l’attività fisica ti porta a bruciare più calorie, non è più necessario limitarsi continuamente a tavola. Potrai permetterti di mangiare senza esagerare e senza paura di ingrassare. Ma non ossessionarti con il peso che appare sulla bilancia. Tieni presente che il muscolo diventa più sodo e pesa più del grasso. Per questo, ti sembrerà di non aver perso peso mentre in realtà avrai perso molto grasso e centimetri nella circonferenza di vita e cosce.

Segui gli esercizi con costanza. Se perdi subito entusiasmo e limiti l’attività fisica a meno di un’ora al giorno, dovrai anche regolarti e mangiare di meno. Altrimenti, accumulerai inevitabilmente altro grasso.

Facendo semplicemente 5000 passi al giorno ti assicuri, se in parallelo segui una dieta povera di grassi ma equilibrata, di non prendere assolutamente peso. Ma nella pratica, come si traducono questi 5000 passi in termini di tempo? Devi solo camminare per mezz’ora.

Contraendo una zona del tuo corpo eserciti una pressione sul muscolo. E’ un modo splendido di tonificare e ringiovanire la massa muscolare. Se non sei abituata a fare esercizio fisico, cerca di contrarre la pancia o i glutei alcune volte durante la giornata e in poche settimane vedrai che la tua figura avrà una forma diversa grazie al fatto che, oltre alla pressione che agisce dando tono al muscolo, per poter realizzare questa contrazione hai bisogno di energia e il tuo corpo brucerà più calorie.

E’ stato provato che riposandosi tra un esercizio e l’altro si genera un maggiore consumo calorico, dovuto al fatto che le pause permettono di riprendere a lavorare con maggiore intensità. Non dimenticare che quando fai esercizio il tuo metabolismo accelera e brucia grassi non solo mentre lo fai, ma anche nelle ore successive. E’ stato anche provato che le piccole pause ti permettono di continuare a perdere peso in modo più duraturo perchè l’energia che su brucia in seguito arriva al grasso.

Fare attività fisica moderata 3 o 4 volta alla settimana è il trucco migliore antipilucchiamento. Sembra che 60 minuti di attività aerobica riescano a modificare due ormoni che intervengono direttamente sulla sensazione di fame e che sono conosciuti come grelina e proteina YY.

Perdere ogni tanto Fa Bene

E’ una dura legge dello sport: accanto a un vincitore c’è sempre uno sconfitto. Un campione però, impara a gestire la sconfitta, a sfruttarla per migliorarsi sempre. La psicologia dello sport, infatti, aiuta a tornare vincenti, nello sport come nella vita.

“Ciò che distingue un campione da un atleta comune è la resilienza, intesa come la capacità di piegarsi senza spezzarsi” spiega Matteo Simone, psicologo dello sport e psicoterapeuta. Chi è resiliente, infatti, non si lascia abbattere da una sconfitta, ma ne esce rafforzato, analizza i suoi errori e trova le giuste soluzioni per tornare a vincere.

“Ogni volta che si esce battuti è importante fermarsi, osservare come ci si sente e in che modo è sopraggiunta la sconfitta, individuando gli errori da non ripetere per migliorarsi” dice l’esperto. La tecnica è quella della visualizzazione attraverso la quale si può invitare l’atleta a ripercorrere l’errore attraverso alcune domande: “Cosa c’è stato di buono nella prestazione eseguita?”, “Come ho vissuto gli attimi in cui mi sono accorto che stavo sbagliando?”, “Che cosa si può migliorare in vista della prossima prestazione?”.

Rivivendo i passaggi che hanno portato a perdere, si può trovare la giusta soluzione al problema. Senza mai fuggire dalle proprie colpe, ma rielaborando l’accaduto, anche se doloroso.

Come dimenticare le lacrime Pirlo e Balotelli dopo la sconfitta in finale con la Spagna agli Europei di calcio? Lacrime di rabbia o disperazione che, secondo la scienza, aiutano a superare meglio una sconfitta.

Secondo William Frey, docente all’Università del Minnesota e tra i maggiori esperti mondiali sul tema del pianto, versare lacrime per motivi emozionali ha l’effetto di rilassare l’organismo, scioglie la tensione e libera dallo stress. In base alla sua “teoria della guarigione”, piangere restituisce all’organismo una condizione di equilibrio e benessere che è di fondamentale importanza per lenire il dolore di una sconfitta.

Lo Sport Aiuta la Crescita Psicofisica

E’ più importante partecipare che vincere: è il messaggio che tutti i genitori dovrebbero trasmettere ai figli prima di scendere in campo per una partita. Quando lo sport non è solo moto e divertimento, ma diventa competizione, con classifiche e trofei, come bisogna comportarsi? Come coltivare il talento e incoraggiare le ambizioni di un figlio, senza trasformarlo da atleta promettente a giocatore arrogante? Con un’adeguata educazione ai valori dello sport e la presenza costante dei genitori.

E’ scientificamente provato che muoversi con costanza consente a bambini e ragazzi di mantenere sane e forti le ossa e le articolazioni, costruire buone masse muscolari, evitare l’aumento di peso, aumentare l’efficienza del cuore. Una ricerca condotta su piccoli calciatori italiani ha anche dimostrato che i giovani sportivi si nutrono meglio dei loro coetanei e hanno uno stile di vita più attivo. Chi fa sport rende di più anche a scuola, perchè il moto aiuta a scaricare le energie e consente un buon controllo delle emozioni.

Se proporzionato all’età e all’abilità del bambino e preceduto da un corretto allenamento, praticare sport a livello competitivo non è dannoso per lo sviluppo psicofisico dei piccoli. Non fa, in effetti, che assecondare la loro indole naturale al confronto e alla sfida. Inoltre, dà l’opportunità di conoscere se stessi, insegna a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e ad accettare le conseguenze delle proprie scelte. Gare e partite implicano situazioni imprevedibili, in cui sono richieste importanti abilità mentali e fisiche, come autocontrollo, prontezza di riflessi, spirito d’iniziativa, capacità di decisione e coraggio.

Infine, a livello di crescita personale, favorisce l’autonomia, perchè comprende una serie di azioni (spogliarsi, cambiarsi e farsi la doccia da soli, avere cura delle proprie cose e così via) che insegnano a gestire la propria persona e ad avere rispetto del proprio corpo. L’agonismo sportivo è un concetto sano di antagonismo e rivalità.

Aiuta a incanalare l’energia e l’esuberanza dei piccoli in modo positivo. Per bambini molto vivaci, può essere utile praticare sport di combattimento come il judo, regolati da una rigida normativa di comportamento e da un preciso rito disciplinare. Ciò aiuta a ridurre il rischio di fenomeni di devianza sociale, come il bullismo.