Ritorno dalla sfiga

Non scrivo da ben 5 mesi, probabilmente i 5 mesi più incasinati della mia vita… ad essere sincero, in questi mesi mi sono sentito l’uomo più sfigato del mondo. Hai presente quando te ne succedono una dietro l’altra e non hai nemmeno il tempo di respirare? Immagina di essere a mare che stai nuotando tranquillo e… ad un certo punto arriva un’onda esagerata… ti butta giù… ma tu annaspando annaspando riesci a tornare a galla, il tempo di prendere aria e via un’altra onda… tutto questo per 5 mesi di fila…

Posso essere sincero? Un incubo!!!

Nell’ultimo mese, avendo un pò “d’aria” in più, ho analizzato la situazione… sono un curioso, voglio e pretendo di capire il perché accadono certe cose… se no che studioso del comportamento umano sarei? Analizzando analizzando, sai che è venuto fuori? Che la sfiga NON esiste. Ho valutato tutte le disavventure accadute e avevano tutte una cosa in comune, LA DISTRAZIONE… quindi non qualcuno che con una bambolina voodoo ti infilza… non il gatto nero che passando la strada ti manda le maledizioni… e nemmeno la scala magica che se gli passi sotto ti punisce…

Ma semplice DISTRAZIONE

La distrazione nasce dalla vita stressata e piena d’impegni che TUTTI viviamo al giorno d’oggi… io stavo nuotando tranquillo, grazie al mio lavoro non ero sotto stress… ma una serie di vicissitudini, di impegni, di doveri, mi hanno portato a stressarmi, quindi a distrarmi, quindi a farmi prendere alla sprovvista da cose che normalmente si possono controllare. Questo tendenzialmente accade tutti i giorni a tutte le persone che non hanno la possibilità di gestire il proprio tempo a proprio piacimento…

E anche loro probabilmente la chiamano sfiga

Ma la sfiga è ben altro… la sfiga è trovarsi coinvolti, senza volerlo, nelle distrazioni di altri. Rimetterci la pelle perché qualcuno distratto ti investe da dietro, o perché a qualcuno cade un vaso dal balcone, o per qualsiasi altro motivo dipendente da altri. Lì non puoi stare attento, non puoi perché in quel momento stai subendo un attacco esterno… una distrazione esterna. Posso darti un’idea? Tira un attimino i remi in barca… dedica un pò più di tempo a te stesso… la distrazione si paga a caro prezzo.

Un abbraccio

Riprenditi il Tuo Tempo

“Non ho tempo!”. “Avrei bisogno di una giornata lunga 25 ore”. Quante volte abbiamo sentito queste frasi e quante volte le abbiamo dette? Siamo in un’epoca che spinge a riempirsi d’impegni, a vivere rapporti mordi e fuggi, costruiti più sui social network che di persona. Si corre tutto il giorno sul lavoro, con i figli e il partner. Ma dove porta tutto questo correre? Non sarebbe il caso di tirare il freno a mano e vivere con più lentezza?

La chiave per riuscire a liberarsi dai ritmi frenetici è la consapevolezza: imparare a capire perché si compiono certe azioni. Durante il giorno ci si dovrebbe fermare a riflettere se quello che si sta facendo lo si fa per se stessi o per gli altri. Se si sta subendo una certa azione o c’è il piacere di farla.

Negli ultimi tempi si è assistito a un impoverimento dei rapporti. Siamo diventati divoratori di tutto, dobbiamo fare mille cose e le facciamo di fretta. Il discorso vale anche per i sentimenti. I rapporti sono diventati superficiali, non ci concediamo il piacere di stare dentro a un rapporto vero.

Una soluzione? Ascoltarsi, dar retta ai propri sentimenti e cercare di capire che cosa vogliono dirci. Una certa malinconia o un po’ d’insofferenza non devono essere catalogati come capricci perché possono essere segnali di qualcosa che richiede ascolto.

Uno dei problemi maggiori del nostro tempo è quello di voler vivere… connessi. Si cercano luoghi di vacanza e alberghi con wi-fi, si organizzano aperitivi in locali dotati di connessione e non si lascia mai a casa il cellulare o il Tablet, anzi una volta seduti al tavolo è la prima cosa che si estrae dalla borsa. Si passano così intere serate a controllare messaggi e aggiornamenti sui social network.

Ci siamo mai chiesti cosa succede se proviamo per una sera a impostare la suoneria silenziosa e a non tirarlo fuori? Cosa potrà mai succedere in quell’ora che abbiamo deciso di trascorrere con gli amici? In realtà, siamo tutti vittime del bisogno di controllare tutto in ogni momento, per questo smartphone e Tablet ci danno l’idea di essere un perfetto, ma illusorio, strumento di monitoraggio.

Eppure sappiamo benissimo che non si può controllare la realtà, quindi lasciamo stare la tecnologia e il controllo remoto per goderci il presente con quello che ci offre. Impariamo ad ascoltare con il cuore e non solo con le orecchie.

Un’altro problema di chi va sempre di corsa è di accollarsi anche gli impegni degli altri. E se si iniziasse a dire qualche no? Non si deve avere paura di essere considerati egoisti, perché a volte è importante tirare il freno e riflettere sulle proprie priorità.

Un’altra regola da imparare è delegare, lasciare che gli altri facciamo qualcosa al nostro posto, invece che accentrare tutto. In questo modo, è vero che perderemo un po’ di controllo, ma avremo arricchito i nostri rapporti, gratificato gli altri e conquistato simpatia e gratitudine.