La Danza della Vita

In una società frenetica come la nostra, è difficile vivere intensamente ogni momento della giornata, cogliendo appieno tutte le emozioni che regala. Infatti, spesso lo stress spinge a pensare ad altro senza concentrarsi su quel che si sta facendo; in questo modo, per esempio, non si riesce ad apprezzare neanche il piacere che una semplice passeggiata riesce a trasmettere.

Grazie alla Biodanza, però, è possibile riscoprire quel benessere profondo che deriva dal gustarsi la gioia dell’attimo. Con questa disciplina, inoltre, è possibile anche migliorare l’autostima, che si acquisisce sviluppando un rapporto positivo con il proprio corpo, imparando a esprimere le proprie emozioni e capendo quali sono le proprie qualità.

La biodanza è un’attività basata sul movimento che utilizza musiche selezionate per favorire l’armonizzazione personale e migliorare la qualità della vita delle persone. “Questa disciplina può essere definita come percorso di crescita personale e di rinnovamento esistenziale” spiega Silvia Signorelli, insegnante di Biodanza a Milano. “Il suo obiettivo è favorire il benessere della persona. Non è una cura, perchè non agisce su un problema preciso, ma un’attività che aiuta a migliorare il rapporto con se stessi e quello con gli altri, insegnando a vivere tutte le emozioni che l’esistenza regala”.

Tra i principali benefici della Biodanza c’è sicuramente l’aumento dell’autostima. Fondamentale per diventare più sicuri di sè è la presenza delle altre persone: venendo accettati dal gruppo, si costruisce un rapporto affettivo con gli altri, e ciò fa capire di essere un individuo amabile e dotato di tante qualità.

Raggiungere questo obiettivo da solo è molto più arduo, se non impossibile, perchè il contributo del gruppo è indispensabile per comprendere chi si è veramente. Inoltre, attraverso numerosi esercizi, la Biodanza insegna a esprimere liberamente le proprie emozioni profonde e sincere. In questo modo, impara a conoscere meglio se stessa e a dare valore alle qualità proprie e degli altri.

Il Frutteto Bio fa Boom

Come si trasforma la coltivazione di piante da frutto in chiave turistica e bio.

Stefan Hutter e la sua famiglia hanno fatto della coltura biodinamica la loro vita quotidiana e il loro business. Declinando il frutteto di famiglia in chiave turistica. A Gargazzone (Bz), vicino a Merano, in un’area di 70mila mq, sono stati piantati negli anni meli, peschi e peri. Nel 1980, il frutteto è stato trasformato in biologico. Quella del frutteto bio è una strada da consigliare, visto il boom del settore.

Crearne uno “non è semplice: bisogna riportare il terreno in condizioni naturali e sostituire alcune piante con altre più resistenti, adatte a una coltivazione senza l’uso di sostanze chimiche. Senza l’intervento massiccio di attrezzature agricole che comprimono il terreno. E con l’azione benefica dei microorganismi nella terra e degli insetti e degli animali che lottano contro i parassiti” spiega Hutter.

“Ci vogliono almeno due anni prima che una pianta dia frutto. Se è un albero bio, acquistato da vivai specializzati, i costi sono più alti. Ma è possibile trasformare in bio gradualmente un frutteto, iniziando da una parte. La frutta convenzionale si vende a prezzi inferiori, quella bio si può vendere direttamente, se si è creato un mercato locale, o cedere a uno specialista, a un prezzo più basso, ma con la sicurezza di sbocco sul mercato”. Ricordate che produttore bio è una scelta di vita, non si fa solo per motivi economici. Serve una seria pianificazione di marketing. Bisogna operare con serietà: il consumatore bio è attento e critico.

Accanto al frutteto, Hutter e i suoi hanno costruito nel 2008 un ClimaHotel certificato, un albergo sostenibile: materiali ecologici, consumi e impatto ambientale controllato, cucina e cantina con prodotti bio. 11 milioni l’investimento. I giardini sono un’area relax, tra le erbe aromatiche e il frutteto è un’estensione dell’area fitness: col jogging juice si corre tra le piante in fiore. La mezza pensione costa 105 euro a persona. Anche gli alberghi tradizionali possono trasformarsi in biohotel e far parte di un’associazione che dà informazioni e supporto. Per maggiori informazioni clicca

La Nicchia Ecologica

Dimagrire mangiando i cibi adeguati è il principio base del programma nutrizionale che individua la causa del sovrappeso in una dieta artefatta, poco adatta all’organismo.

L’uomo moderno è arrivato a elaborare nuovi cibi, molto lontani da quelli con cui si è nutrito per millenni; in natura, però, ogni specie ha la sua nicchia ecologica, che identifica le modalità più corrette di vivere e nutrirsi.

In particolare, l’alimentazione umana è sempre stata costituita da cibi a basso indice glicemico, cioè che non fanno aumentare bruscamente il livello degli zuccheri nel sangue ma che, al contrario, riescono a mantenerlo costante per lungo tempo. Secondo questa teoria, la comparsa di alimenti poco adatti all’organismo sarebbe, dunque, la causa di disturbi come obesità, diabete, colesterolo alto, ipertensione e intolleranze alimentari, come quelle al glutine e al lattosio.

In quest’ottica, allora, per mantenersi in forma non è fondamentale mettersi a stecchetto e ridurre le calorie, quanto saper scegliere ciò che si mangia.

Partendo dallo stretto legame tra cibo e genetica, la dieta della nicchia ecologica privilegia i cibi più naturali, ovvero meno raffinati e lavorati. Al contrario, sono esclusi gli alimenti ritenuti incompatibili, come i prodotti a base di farine bianche, latte e formaggi vaccini, cibi in scatola o a lunga conservazione.

Il risultato è uno schema alimentare che permette di dimagrire in modo armonioso e graduale, perchè stabilizza la glicemia, aiutando a combattere la forma di sovrappeso più pericolosa, quella addominale, che dà il via alla sindrome metabolica, un disturbo abbinato a diabete, grassi nel sangue, ipertensione e danni cardiovascolari.

L’indice glicemico (Ig) è il parametro che indica di quanto velocemente si alza il livello degli zuccheri nel sangue (la glicemia) mangiando un certo alimento. Non è un valore assoluto, ma è riferito a quello di un cibo standart (in genere il glucosio), a cui viene dato il valore 100. Più la glicemia è alta, più l’insulina viene sollecitata, perchè il suo compito è prelevare lo zucchero e immagazzinarlo nei tessuti sotto forma di grasso. A lungo andare, però, la sua eccessiva stimolazione favorisce la comparsa del diabete; ecco perchè è importante controllare la glicemia.

La dieta della nicchia ecologica, che si basa su cibi a basso indice glicemico, non è troppo restrittiva ed è molto salutare. Vediamo perchè:

– Protegge la salute. Nutrirsi rispettando la nicchi ecologica migliora le funzioni dell’organismo; inoltre, l’abbondanza di frutta e verdura alza i livelli di antiossidanti e crea un ambiente alcalino, contrastando le infiammazioni e i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento.

– Stimola il metabolismo. La giusta quantità di proteine aumenta il metabolismo (l’energia usata dall’organismo per le reazioni che avvengono al suo interno e le sue funzioni), favorendo, così, il dimagrimento.

– Zittisce la fame. L’esclusione dei carboidrati ad alto Indice glicemico interrompe il circolo vizioso responsabile dell’aumento dell’appetito e della dipendenza dagli zuccheri. Mangiando i cibi con alto Ig, infatti, il livello di zuccheri nel sangue aumenta bruscamente e viene richiamata l’insulina in dosi massicce ma, così, i valori di glucosio si abbassano molto; il risultato è che, per reazione, l’organismo richiede altri zuccheri.

– Non è troppo restrittivo. Privilegiando la qualità, anzichè la quantità dei cibi, la dieta contrasta il trauma causato da una dieta rigida.