Le Storie Vendono più dei Fatti

La maggior parte degli uomini quando guardano la tv amano fare zapping… click, click, click… ogni due secondi cambia canale… click, click, click… Quanto tempo ci vuole per prendere una decisione se vuol vedere o meno quel canale? Meno di 2 secondi. In pratica decide con nessun dato, nessuna informazione importante. Ha deciso di NON guardarlo in meno di 2 secondi. Lo so che stai pensando: “Ehi, non è giusto. Ha bisogno di sapere di più. Ha bisogno di guardare il canale più a lungo per poter valutare.”

Beh, non può essere giusto, ma è così.

L’uomo ha un meccanismo interno del suo cervello che rende automatica la decisione finale su quel canale, e questo meccanismo funziona in pochi secondi. Nessun bisogno di dati… solo emozioni! Le persone con cui pari del business utilizzano questo stesso meccanismo per prendere la decisione finale sulla tua attività. Non decidono su dati o informazioni. Quindi non irritare i potenziali clienti/distributori con dati e informazioni quando sei in chiusura.

Sarebbe scortese.

La storia di una persona che ha risolto il suo problema è più importante della quantità di vitamine contenute in un integratore o della percentuale di sconto sul conto telefonica. I dati non emozionano, le storie si… le persone non comprano prodotti o servizi, comprano emozioni… EMOZIONI… EMOZIONI!!!

Tanti Stimoli per la loro Fantasia

E’ importante aiutare i propri figli, sin da piccoli, a sviluppare il loro lato creativo, ma bisogna saperli guidare per mettere in pratica le loro aspirazioni.

Bisogna essere “l’allenatore dei figli”, ma stando al loro fianco. Per i bambini è stimolante lavorare con i genitori, invece di limitarsi a ricevere istruzioni da loro: si sentono investiti di un ruolo importante, con mamma e papà come alleati.

Impegnare le mani aiuta la mente a essere libera: ok, dunque, all’uso di strumenti e materiali che il bambino può maneggiare e con cui può costruire qualcosa, come argilla, tempere, matite eccetera. Sono ottimi per mantenere in pratica la fantasia.

Anche se si collabora con il figlio, non significa fare un compito a posto suo, neppure per aiutarlo: questo può influire in modo negativo anche sulla sua autostima e può far passare il messaggio che non riuscirà a farcela da solo.

Va bene collaborare con mamma e papà, ma è altrettanto importante il confronto con i coetanei. E’ fondamentale, quindi, creare o sfruttare le attività extrascolastiche di gruppo, dove i bambini lavorano in team. La scelta dovrà ricadere su un’attività per la quale il figlio mostri interesse.

Proprio sulla scelta delle attività è importante che il bambino possa puntare su quello che gli piace realmente e non solo perchè lo fanno gli altri compagnetti. La cultura popolare tende a promuovere una definizione molto ristretta di ciò che è trendy, ma i bambini non devono farsi influenzare: meglio dire ai propri figli che quello che fanno è sempre importante, che si tratti di calcio, violoncello, teatro, danza, scrittura o scacchi, purchè sia una loro scelta.

Oltre a lodarli per un lavoro ben fatto, è anche importante incoraggiare i figli durante tutto il processo creativo, al fine di riconoscere e impegnare la loro creatività e la capacità intrinseca che hanno. Quando si rendono conto di sè e del potenziale che hanno, la loro motivazione più profonda diventa un serbatoio da cui attingere rispetto a quando si affida a fonti esterne.

Insegnare ai figli culture e modi di vita diversi aiuta a espandere la loro mente e ad aprire gli occhi su modi alternativi di fare le cose. Per questo è importante portare i ragazzi in luoghi che non conoscono per osservare una cultura diversa.

I genitori devono aiutare i figli a immaginare il tipo di persona che vorranno essere nei prossimi anni, per esempio anche scrivendo una lettera su come immaginano il loro futuro. Questo potrebbe essere un modo per iniziare a parlare dei loro obiettivi e come raggiungerli: l’importante è non spingere i figli verso un futuro che non desiderano, ma che è quello che mamma e papà vorrebbero per loro.

Con la crescita bisogna favorire il distacco dei figli dalla famiglia, inserendoli gradualmente in gruppi che svolgono attività ludiche o sportive, viaggi di istruzione all’estero, che prevedano momenti di lontananza dei genitori. Altrimenti non lasceranno mai il nido e questo rischia di limitare le loro potenzialità.