Ritorno dalla sfiga

Non scrivo da ben 5 mesi, probabilmente i 5 mesi più incasinati della mia vita… ad essere sincero, in questi mesi mi sono sentito l’uomo più sfigato del mondo. Hai presente quando te ne succedono una dietro l’altra e non hai nemmeno il tempo di respirare? Immagina di essere a mare che stai nuotando tranquillo e… ad un certo punto arriva un’onda esagerata… ti butta giù… ma tu annaspando annaspando riesci a tornare a galla, il tempo di prendere aria e via un’altra onda… tutto questo per 5 mesi di fila…

Posso essere sincero? Un incubo!!!

Nell’ultimo mese, avendo un pò “d’aria” in più, ho analizzato la situazione… sono un curioso, voglio e pretendo di capire il perché accadono certe cose… se no che studioso del comportamento umano sarei? Analizzando analizzando, sai che è venuto fuori? Che la sfiga NON esiste. Ho valutato tutte le disavventure accadute e avevano tutte una cosa in comune, LA DISTRAZIONE… quindi non qualcuno che con una bambolina voodoo ti infilza… non il gatto nero che passando la strada ti manda le maledizioni… e nemmeno la scala magica che se gli passi sotto ti punisce…

Ma semplice DISTRAZIONE

La distrazione nasce dalla vita stressata e piena d’impegni che TUTTI viviamo al giorno d’oggi… io stavo nuotando tranquillo, grazie al mio lavoro non ero sotto stress… ma una serie di vicissitudini, di impegni, di doveri, mi hanno portato a stressarmi, quindi a distrarmi, quindi a farmi prendere alla sprovvista da cose che normalmente si possono controllare. Questo tendenzialmente accade tutti i giorni a tutte le persone che non hanno la possibilità di gestire il proprio tempo a proprio piacimento…

E anche loro probabilmente la chiamano sfiga

Ma la sfiga è ben altro… la sfiga è trovarsi coinvolti, senza volerlo, nelle distrazioni di altri. Rimetterci la pelle perché qualcuno distratto ti investe da dietro, o perché a qualcuno cade un vaso dal balcone, o per qualsiasi altro motivo dipendente da altri. Lì non puoi stare attento, non puoi perché in quel momento stai subendo un attacco esterno… una distrazione esterna. Posso darti un’idea? Tira un attimino i remi in barca… dedica un pò più di tempo a te stesso… la distrazione si paga a caro prezzo.

Un abbraccio

La Distrazione è Creatività

“L’attenzione è la capacità di escludere tutti gli elementi non strettamente connessi all’attività che si sta svolgendo, sulla quale verranno incanalate tutte le proprie energie”, spiega la dottoressa Patrizia Dolfin, psicologa.

La disposizione all’attenzione è individuale, ma è comunque una capacità essenziale e geneticamente predisposta non solo nell’uomo, ma in tutti gli animali: un segnale di pericolo o un bisogno vitale inducono un atteggiamento di vigilanza e attenzione indispensabile per la sopravvivenza.

“Oggi resta fondamentale per le dinamiche di apprendimento, soprattutto a scuola. Ma nei più piccoli la capacità di attenzione è minima, si sviluppa intorno ai sei-sette anni, età in cui ha inizio l’impegno scolastico” aggiunge la psicologa.

Secondo una ricerca americana, lasciarsi distrarre di tanto in tanto nasconderebbe una risorsa molto preziosa: la creatività. I ricercatori americani non sembrano avere dubbi: non riuscire a mantenere costante l’attenzione sul medesimo argomento o situazione, non è necessariamente un difetto, anzi. Dare troppa importanza alla concentrazione porta inevitabilmente a perdere di vista altri aspetti.

“Chi riesce a lasciar vagare la mente ha la capacità di cogliere ed elaborare più stimoli contemporaneamente, quindi di comprendere empaticamente le emozioni proprie e altrui. Pare che le persone più distratte abbiano una migliore memoria operativa e che i sognatori ad occhi aperti siano più creativi”, sottolinea la psicologa.

Alla mente creativa dobbiamo invenzioni scientifiche e capolavori artistici. Essere creativi diventa un modo per emergere nel proprio lavoro grazie a idee nuove e interessanti per il mercato, tanto che molte aziende incoraggiano i dipendenti a sviluppare questo tipo di attitudine.

“Per la creatività è essenziale che la mente possa andare a zonzo, prendersi tanta libertà” spiega Dolfin. “Naturalmente questo non significa spostare il metro di giudizio e arrivare a considerare, al contrario, l’attenzione come un difetto. E’ importante che ci sia un certo equilibrio: quando arriva l’intuizione bisogna essere pronti a concentrarsi su quella”.