Il Business delle Scappatelle

Siti di incontri online, da hobby di nicchia a fenomeno di massa. Negli ultimi anni sono usciti allo scoperto gli sposati, in cerca di scappatelle più o meno durature. Ma il business funziona? Quanti sono gli italiani che spendono per fare una scappatella? Alex Fantini, fondatore di un sito di incontri extra coniugali ci spiega come funziona.

“Prima di lanciare il sito, due anni fa, ho fatto una ricerca di mercato sui motori di ricerca. Ho scoperto che nei siti di appuntamenti generici, la gente sposata non amava sbandierare la propria condizione matrimoniale. Molti appuntamenti non vanno a buon fine nel momento in cui uno dei due, libero, scopre che l’altro è impegnato e rinuncia per evitare complicazioni”.

Da qui l’idea dei siti per fedifraghi conclamati: la comune condizione facilita i rapporti, perchè entrambi i partner cercano la stessa cosa e hanno interesse a mantenere il segreto.

“Il trend è in crescita. Sono andato avanti passo dopo passo, investendo sempre e solo quanto avevo guadagnato” spiega Alex Fantini.

Il business è redditizio, basta fare due conti. “Lanciato inizialmente in modo informale, incontri-extraconiugali.com (sito di Fantini) ha avuto subito un’ottima risposta: il sito conta 300mila iscritti, di questi almeno il 20% accede a servizi a pagamento” sostiene Alex.

Facendo 2 conti, l’80% degli utenti registra il proprio profilo, ma si ferma un attimo prima di accedere ai servizi a pagamento. In ogni caso, i margini restano molto interessanti. I prezzi mensili degli abbonamenti variano in base alla loro durata e si attestano intorno a 18-20 euro per gli abbonamenti più lunghi e 30-40 per quelli mensili.

Calcolando un introito mensile medio di 24 euro a utente, si deduce che basta qualche migliaio di utenti effettivi per incamerare somme molto interessanti, che possono essere incrementate nel caso di vendita di spezi pubblicitari. Sul fronte delle uscite, le uniche spese vive sono quelle del personale.

Quanto all’investimento pubblicitario, questo può essere ridotto o addirittura evitato grazie a una buona attività di marketing e al Web, che permette di farsi pubblicità a costo zero.

Quelli che…le Foto le Mettono Online

Puntualmente, dopo ogni periodo di vacanza, le bacheche di Facebook, Twitter e altri social network, si riempiono di fotografie e racconti di viaggio. Una mania che partita dai più giovani, ha contagiato anche gli adulti. Ma non si tratta solo di un’evoluzione tecnologica; è anche un fenomeno di costume in gran parte figlio della società dell’immagine. Viviamo in un’era in cui l’apparire è più importante dell’essere.

Le motivazioni che spingono a condividere con altri, anche sconosciuti, le immagini e il racconto delle vacanze, sono tante: vediamole nel dettaglio.

– Il desiderio di rivincita: alcune persone soffrono di invidia morbosa nei confronti di amici e conoscenti che hanno maggiori possibilità economiche. Spesso arrivano a fare sacrifici enormi pur di permettersi una vacanza in posti esotici o in alberghi di lusso. Internet è il modo più sicuro e rapido per ottenere visibilità e attenzione, mostrando a tutti le immagini di questi viaggi. E’ il riscatto da una condizione vissuta come inferiore per l’affermazione sociale.

– La voglia di comunicare: alcune persone hanno, da sempre, un senso molto sviluppato della socialità e hanno voglia di condividere le proprie esperienze. Ecco allora che i blog, Facebook e altri social network, permettono a tutti di dare libera circolazione alle proprie idee e alle emozioni. Questi fenomeni di socializzazione via internet non devono essere visti come qualcosa di negativo. Il più delle volte è proprio la voglia di rendere partecipi gli amici dei momenti belli di una vacanza fatta insieme.

– La mania di protagonismo: le riviste di gossip hanno sempre dato molto spazio alle immagini dei vip, soprattutto in luoghi di vacanza, meglio ancora se esotici. Oggi, le stesse riviste, dedicano molto spazio anche a chi vip non è o l è stato per un breve istante, come per esempio i personaggi dei reality show destinati, in un attimo, a tornare nell’anonimato da cui sono venuti. “Perché non posso farlo anche io?” E’ questo che pensano le persone animate dalla stessa voglia di uscire allo scoperto e godersi il proprio quarto d’ora di celebrità. Pubblicare le fotografie dei viaggi, sapendo che migliaia di persone le vedranno, le commenteranno e se scambieranno in rete, è un modo semplice ed efficace di raggiungere l’obiettivo: mettersi al centro dell’attenzione.

– Un pò per esibizionismo: inutile fingere che non sia così: nel momento in cui si apre un blog o ci si iscrive ad un social network, si dà libero sfogo al proprio esibizionismo. Niente di male, quando non si superano i limiti, arrivando a pubblicare immagini molto provocanti o di cattivo gusto con l’intento preciso di suscitare ammirazione e consensi finalizzati, magari, a incontri sessuali. Un pò di (sano) esibizionismo fa parte della natura umana, poter dire sono stato in posti bellissimi è un desiderio più che legittimo. Anche mostrare i propri figli, il fidanzato o l’ultima conquista rientra nel normale comportamento umano. L’importante è non esagerare, soprattutto con foto di bambini, per evitare morbose attenzioni da parte di estranei.

– Il piacere di raccontare di sè: gli italiani, si sa, sono anche un popolo di poeti. Raccontare e scrivere è un piacere molto diffuso a giudicare dai milioni di persone che passano sempre più tempo davanti allo schermo del computer e sulla propria bacheca di Facebook. Si pubblicano pensieri, emozioni, commenti sulla situazione politica, messaggi d’amore e, non ultimo, si risponde ai messaggi degli amici creando un dialogo continuo anche se a distanza. Insomma, è un fiorire di opinionisti, poeti in erba, scrittori di belle speranze. I viaggi non fanno eccezione: anzi, offrono spunti interessanti alla narrazione, alla voglia di raccontare e di raccontarsi, magari descrivendo paesaggi, situazioni divertenti o anche disavventure.