La Dieta fa la Differenza

Il corpo è come un’auto: per funzionare al meglio deve sempre avere a disposizione il carburante e tutti i meccanismi ben oliati, ricavando ciò che serve dal cibo.

Gli esperti sono d’accordo: una dieta sana e ben bilanciata è in grado di fornire l’energia necessaria per affrontare con successo anche i traguardi atletici più impegnativi. La prima cosa da fare, e da non dimenticare mai, è bere a sufficienza, per garantire al corpo la corretta idratazione.

Un’alimentazione appropriata è un alleato strategico degli sportivi. Alcuni cibi naturali introdotti nella dieta di tutti i giorni, oltre a garantire un’adeguata ricarica energetica, sono in grado di ottimizzare le prestazioni atletiche. La frutta secca, ma anche quella fresca ed essiccata, sono ottime per integrare una dieta che garantisce il giusto apporto di proteine e carboidrati complessi (legumi e cereali).

I pistacchi prima dell’allenamento. Come tutta le frutta secca, i pistacchi sono uno snack ideale prima dell’attività sportiva. Forniscono una scorta di energia a lento rilascio utile per potenziare la resistenza fisica e ottimizzare la prestazione atletica. Sono, poi, una buona fonte di vitamine (A, E e B). sali minerali (rame, fosforo, potassio, ferro e manganese), proteine vegetali e, in particolare, di grassi mono e polinsaturi benefici. I pistacchi contengono antiossidanti dall’azione antinfiammatoria, in grado di rafforzare le difese contro gli attacchi dei radicali liberi, sostanze di scarto che si sviluppano maggiormente con l’attività sportiva.

Le albicocche secche durante la gara. Golose e digeribili, sono ottime per i bambini, soprattutto prima dello sport. Contengono buone quantità di minerali (magnesio, fosforo, ferro, calcio, sodio, zolfo, manganese e potassio). Grazie alla presenza di vitamina C e di betacarotene hanno buone proprietà antiossidanti. Il contenuto di zuccheri le rende una ricarica di energia pronta per l’uso.

L’acqua di cocco per reidratarsi dopo. E’ una bevanda dolce, gradevole e ricca di minerali e di vitamine, ideale anche per i bambini, per reidratarsi senza introdurre troppi zuccheri. Queste caratteristiche fanno dell’acqua di cocco un ottimo energy drink naturale da preferire soprattutto dopo lo sport per garantire una buona integrazione di liquidi e di minerali.

Adesso Alleno la Psiche

Sono tante le persone che, consapevolmente, decidono di praticare uno sport per migliorare il proprio aspetto fisico. Sono, invece, molte meno quelle che lo fanno per rilassarsi, socializzare o vincere la timidezza. Qualunque disciplina si scelga, infatti, gli effetti positivi non interessano solamente il corpo; al contrario, sono forse più numerose quelle che riguardano la mente. Considerare poi fisico e psiche come due aspetti scollegati tra loro è sbagliato, poiché si influenzano a vicenda.

Quando la pratica di uno sport determina miglioramenti sotto l’aspetto fisico, a beneficiarne è anche la psiche. Se allo specchio ci si vede come si vorrebbe essere, infatti, aumenta l’autostima, rafforzata da una maggiore consapevolezza delle proprie capacità, che deriva dall’essere riusciti a raggiungere l’obiettivo che ci si era prefissati, che però non deve mai diventare un’ossessione. L’effetto a catena dei vantaggi non si conclude qui, perché una maggiore consapevolezza dei propri mezzi facilita le relazioni con gli altri.

In special modo negli sport di squadra, in cui ci si deve confrontare con i compagni l’allenatore, chi è timido è stimolato a superare la propria naturale diffidenza nei confronti degli altri, mettendosi in gioco. Così, a poco a poco, si diventa più aperti non solamente in ambito sportivo, ma in tutti i contesti in cui ci si trova. Gli sport di squadra possono rivelarsi molto utili anche per quelle persone, in particolare bimbi e ragazzi, che faticano a tenere sotto controllo la propria naturale aggressività.

Con i ritmi frenetici che caratterizzano la vita di tante persone, è difficile tenere alla larga lo stress. Per limitare le conseguenze di quello che è considerato uno dei principali mali del nostro tempo, un’ottima soluzione è rappresentata dallo sport. La pratica di un’attività fisica, infatti, da un lato provoca la naturale produzione delle endorfine, i cosiddetti ormoni del benessere, che favoriscono il rilassamento psicofisico, e dall’altro fa utilizzare dall’organismo, e quindi smaltire, alcune sostanze che vengono prodotte in condizioni stressanti, in particolare il cortisolo. In questo modo, anche se al termine dell’allenamento ci si sente stanchi, si è comunque più rilassati, sia sotto l’aspetto fisico sia sotto quello mentale.

Gli Sport che Allenano il Cervello

La pratica fisica in generale e quella di alcune discipline in particolare apporta benefici ai neuroni, mantenendoli giovani e potenziando abilità cognitive, come ragionamento, memoria, concentrazione. Una ricerca della Mayo clinic (Usa) ha evidenziato le discipline pro cervello: corsa, nuoto e tutti gli sport aerobici, ma anche basket, ciclismo, calcio, hockey, pallamano, tennis, canottaggio, ping-pong, scherma e taekwondo. Ecco perché.

Per i neurologi della Mayo clinic, trenta minuti di un’attività aerobica per cinque volte alla settimana riducono il rischio di declino cognitivo. “Le attività aerobiche, che richiedono sforzi non troppo intensi ma prolungati nel tempo, durante le quali si respira normalmente e il cuore batte alla stessa frequenza, aumentano l’ossigenazione di tutto l’organismo” dice il neuropsicologo Giuseppe Alfredo Iannoccari.

“Il sangue raggiunge e nutre i distretti cerebrali che potrebbero non essere ossigenati a sufficienza in chi è sedentario, impedendo ai neuroni di andare incontro alla morte; le strutture del cervello si rinforzano come le capacità cognitive associate”.

Le attività aerobiche rendono migliore il controllo dell’ossigeno e non stimolano la produzione di radicali liberi, alla base dell’invecchiamento anche dei neuroni. Così si contrasta il decadimento cognitivo e si rinviano le malattie neurodegenerative.

Gli effetti positivi dello sport sulle performance cognitive (come memoria, concentrazione, coordinazione ecc…) cambiano a seconda dell’attività sportiva. In generale permettono un maggior sviluppo cognitivo gli sport: simmetrici, cioè che impegnano in modo eguale entrambe le metà del corpo; complessi, cioè che richiedono movimenti non predefiniti e ripetitivi, ma da improvvisare in base all’evolversi dello schema di gioco; di squadra, perché impegnano il cervello in schemi complessi in cui occorre tener conto di sé, degli avversari e dei compagni di gioco.