Startup Innovative, Istruzioni per l’Uso

Che cos’è una startup innovativa?
Si tratta di una società di capitali di diritto italiano, costituita anche in forma cooperativa, o una società europea avente sede fiscale in Italia, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Cosa si intende per prodotti o servizi innovativi al alto contenuto tecnologico?
Può trattarsi di imprese che operano in settori tradizionali e introducono un’innovazione di prodotto o di processo con forte contento tecnologico. L’appartenenza a un settore a forte contenuto tecnologico, non è condizione necessaria per essere considerati innovativi.

A quali requisiti deve rispondere un’impresa per essere considerata una startup innovativa?
L’impresa deve esistere da non più di 48 mesi, avere la sede principale in Italia e la maggioranza delle sue quote o azione detenuta da persone fisiche.

Se un aspirante imprenditore ha un’idea per una società che risponde a tutti questi requisiti, cosa deve fare?
1. Costituire una società di capitali: per questo è necessario l’atto del notaio.
2. Dichiarare l’inizio dell’attività.
3. Richiedere l’iscrizione alla sezione speciale delle startup innovative del Registro delle imprese presso la Camera di commercio, che si aggiunge alla consueta e obbligatoria iscrizione alla sezione ordinaria.

Quali sono le agevolazioni di cui beneficia una startup innovativa?
– Meno oneri per l’avvio dell’impresa. La startup innovativa non paga l’imposta di bollo e i diritti di segreteria dovuti all’iscrizione nel Registro delle imprese nonché il diritto annuale dovuto alla Camera di commercio per un periodo di 4 anni.
– Accesso semplificato al Fondo centrale di garanzia. Se una banca concederà un finanziamento a una startup innovativa, quest’ultima non dovrà pagare la commissione prevista e l’accesso al finanziamento avverrà secondo modi più veloci.
– Sostegno da parte dell’Ice a favore dell’internazionalizzazione. Le startup innovative godranno dei servizi messi a disposizione dell’Ice (Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane), che per esempio individua le principali fiere e manifestazioni internazionali di settore dove ospitare gratuitamente le aziende.

Quale forma societaria scegliere?
Le startup innovative devono essere costituite sotto forma di società di capitali o cooperative. La Srl è la forma societaria più adatta alle startup, perché è meno costosa e gode del beneficio della responsabilità limitata che è una forma di tutela per il socio.

Fitness e Tecnologia: ecco il Business

“Unire il fitness e la tecnologia: ecco il mio business. L’idea di un portale di video su come eseguire gli esercizi fisici è nata nel 2002 durante un viaggio in Florida, ma prima di farcela ho lavorato tantissimo”. Marco Bottone, ex personal trainer, 31 anni, napoletano, ha costruito un impero da solo e completamente sul web.

“In America mi sono imbattuto in un sito internet dove alcuni video mostravano come eseguire gli esercizi fisici. Fulminato da quest’idea, sono tornato in Italia con il proposito di replicarla, creando un portale dedicato al fitness”. Ma forse i tempi non sono ancora maturi, o il progetto è troppo ambizioso (un portale con video tutorial in 13 lingue e una previsione di 30 milioni di visualizzazioni l’anno), perchè quando nel 2004 lo presenta a Sviluppo Italia è bocciato come “irrealizzabile”.

Bottone è talmente convinto della sua idea che non molla e decide di portarla avanti da solo. “Ho lasciato il lavoro, con i risparmi accumulati ho comprato un laptop e mi sono messo a studiare programmazione e grafica web. Nei primi video ero io ad eseguire gli esercizi, poi mi sono reso conto che sarebbe stato più semplice costruirli con sistemi di animazione 3D. Ho fatto dei corsi online e ho studiato anche questa materia”.

Intanto Bottone conosce sul web un imprenditore bielorusso che crede nel suo progetto e gli fornisce un programmatore che lo aiuta nella costruzione del sito. E’ così che nell’aprile 2008 nasce Passion4Profession, tradotto in quattro lingue e con una trentina di video.

“Il portale non decollava, aveva soltanto un centinaio di visitatori al mese. Così ho iniziato a caricare i video su YouTube, con la speranza di crearmi un altro canale di pubblicità per il mio sito. Nel 2009 ho ricevuto un’email da loro: mi proponevano di diventare partner ufficiale e di monetizzare i video inserendo la pubblicità”.

Sarà proprio YouTube la vera fortuna di Bottone. “Soltanto con i primi 30 video guadagnavo 300 dollari al mese. Ho cominciato a produrne degli altri, per aumentare gli incassi.” Una mattina Bottone riceve una telefonata da YouTube che gli propone una partnership. Per aumentare il business deve aggiungere altre lingue. Bottone inserisce il tedesco, il brasiliano, poi il cinese, il giapponese, il coreano, l’arabo e il turco.

Nessuno dei suoi sei dipendenti si trova in Italia (nemmeno lui). Dall’anno scorso Bottone ha introdotto le App, che hanno come oggetto sempre gli stessi esercizi, ma da “portarsi in giro dove vuoi”. Il suo fatturato è a cinque zeri, il suo investimento di 50mila euro. “Un consiglio? Se avete un’idea, fate un video e caricatelo in rete. Studiate le tecniche per migliorarne la qualità. La mia storia è andata così. Avevo un sogno. Ho dedicato tempo e passione. E il mio sogno si è realizzato”.

Le Famiglie Italiane Diventano Sempre più Tecnologiche

Crescono in Italia le famiglie in possesso nuove tecnologie per l’Ict. Rispetto al 2010, rileva l’Istat, cresce la quota di famiglie che nell’anno in corso possiede un personal computer (dal 57,6% al 58,8%), l’accesso a Internet (dal 52,4% al 54,5%) e una connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%). Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l’84,4% possiede un personal computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga. All’estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche.

Tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali, rileva ancora l’Istat, rimane stabile per quasi tutti i beni e servizi considerati. Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga, a fronte di valori pari, rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud.

Se si confronta la disponibilità di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista è di circa 24 punti percentuali a favore di questi ultimi, sottolinea l’Istituto di statistica.

Secondo l’Istat, inoltre, il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l’accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, l’8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento. Nel 2011 il 52,2% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 51,5% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Rispetto al 2010, l’utilizzo del personal computer è cresciuto di 1,2 punti percentuali e quello di Internet di 2,6, confermando così il trend crescente che continua ormai dal 2008.

Le differenze di genere, prosegue l’Istat, si vanno attenuando nel tempo: se nel 2005 le donne internaute erano poco più di un quarto (26,9%), nel 2011 sono quasi la metà (il 46,7%), a fronte di una quota di uomini pari, rispettivamente, al 37,1% e 56,6%. Fino ai 34 anni le differenze di genere sono molto contenute e tra i ragazzi di 11 e 19 anni si registra il sorpasso femminile. Nell’ultimo anno le differenze sociali sono rimaste sostanzialmente stabili, anche se gli operai hanno fatto registrare incrementi percentuali leggermente superiori a quelli riscontrati tra dirigenti, imprenditori, liberi professionisti, e direttivi e quadri.

Gli utenti di Internet negli ultimi tre mesi, prosegue l’Istat, hanno utilizzato la rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%). Cresce rispetto al 2010 la quota di coloro che usano Internet per leggere news o giornali online (+7 punti percentuali), per informarsi su merci e servizi (+5,4), avere informazioni sanitarie (+5). Il 26,3% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi precedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza.

Rimane stabile la quota di persone di 14 anni e più che hanno utilizzato Internet per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione, con un lieve calo percentuale spiegato dalla crescita di utilizzatori di internet per altri motivi. La maggior parte delle persone che usano il personal computer sa effettuare operazioni base come copiare o spostare un file (85,4%) o copiare informazioni all’interno di un documento (85,1%), mentre solo il 13,7% sa scrivere un programma per computer e il 28,1% sa installare un nuovo sistema operativo o sostituirne uno vecchio.

Quasi la totalità delle persone di 6 anni e più che utilizzano Internet sa usare un motore di ricerca (94,2%) e una quota molto elevata sa spedire e-mail con allegati (83,1%). Oltre la metà degli utenti della rete sa trasmettere messaggi in chat, newsgroup o forum di discussione online (52,7%) e il 41,3% sa caricare testi, giochi, immagini, film o musica, ad esempio, su siti di social networking. E’ soprattutto attraverso la pratica, conclude l’Istat, che gli utenti del web hanno acquisito le proprie competenze (75,9%), assieme all’aiuto ricevuto da colleghi, parenti e amici (68,7%).