Quando il Cibo Diventa una Droga

Sta facendo molto discutere l’ultimo spot realizzato dall’associazione pediatrica del Texas per combattere l’alimentazione sbilanciata nell’età infantile e le malattie collegate. Nella pubblicità, infatti, si paragona l’hamburger all’eroina. Il messaggio è chiaro: cibi grassi e poco salutari, come patatine fritte e hamburger, sono come droghe, che attraggono e creano dipendenza, danneggiando la salute. Davvero il cibo può creare dipendenza? In che modo?

In realtà, la discussione sul concetto di dipendenza da cibo è ancora in corso. Il cibo diventa un problema nel momento in cui si trasforma in un modulatore affettivo ed emotivo: accade quando rappresenta una soluzione comoda e a portata di mano per affrontare un disagio di natura psicologica.

In questo senso, piluccare in maniera compulsiva per rilassarsi o per sfogarsi, mangiare per non pensare, per calmare il nervosismo o per sentirsi meglio, abbufarsi per dimenticare un episodio spiacevole o per regalarsi una ricompensa, sono tutti atteggiamenti problematici: significa che il cibo si è trasformato in un mezzo per gestire sentimenti ed emozioni.

L’ambiente e la società attuale non fanno altro che favorire un rapporto malsano e l’uso scoretto del cibo. Basti pensare alla pubblicità: in molti spot i prodotti alimentari non sono semplicemente un cibo con cui nutrirsi, ma mezzi per soddisfare altre esigenze. Anche le maxi confezioni di popcorn vendute al cinema, le offerte 3×2 al supermercato, i menu “tutto compreso” al ristorante non aiutano: spingono a mangiare sempre di più.

Le conseguenze di questa sorta di dipendenza da cibo si manifestano innanzitutto a livello psicologico: la persona non affronta i suoi veri disagi e finisce così con lo stare peggio. In questo modo il suo malessere, invece di diminuire, aumenta. A lungo andare, il problema non rigurada più la sfera psicologica, ma diventa più generale. Infatti, anche se il cibo non è una droga, può causare dei danni all’organismo: mangiare in modo disordinato, senza avere delle regole, compromette la salute.

Stangata da 1500 Euro per gli Italiani

Aumenti dell’assicurazione, dei libri scolastici, dei biglietti dei treni, degli alimentari, cui si somma il rischio di nuove ricadute anche sulle bollette, se non verranno effettuati attenti controlli per evitare che la Robin tax venga ‘traslata’ sui consumatori. “E’ assolutamente insopportabile che in molti settori dell’economia si stiano verificando aumenti di prezzi e tariffe”. A lanciare l’allarme sono Rosario Trefiletti (Federconsumaotori) ed Elio Lannutti (Adusbef), che denunciano: “Le ricadute saranno oltretutto pesantissime per le famiglie e potranno raggiungere a regime un taglio del loro potere di acquisto di oltre i 2000 Euro annui, pari all’86% delle poste definite in manovra”. A settembre sono in arrivo nuovi aumenti dei prezzi che porteranno la cosiddetta “stangata” di quest’anno ad oltre 1.500 euro.

Gli incrementi maggiori riguardano il trasporto locale, che registra un’impennata tra il 25% e il 30%, ma sono forti gli aumenti anche di alcune tariffe, come quella dei rifiuti (con un incremento tra il 9% e 10%), e delle assicurazioni auto (che registra un aumento tra il 10% e il 12%). I dati aggiornati, resi noti dal Federconsumatori e Adusbef, arrivano dall’Onf. La stangata per il 2011, osservano le associazioni in una nota, “si fa sempre più grave e che, con l’aumento del costo del denaro e con l’aggiunta dei costi per i prodotti scolastici, crescerà ulteriormente”.

L’aumento del costo del denaro deciso inciderà anche sui mutui e sui prestiti, e con l’aggiunta dei costi per i prodotti scolastici, libri e corredo, crescerà ulteriormente. Trefiletti e Lannutti chiedono di “avviare severi controlli e verifiche per eliminare ogni ombra di speculazione”.

A pesare sulle tasche degli italiani, calcolano le associazioni, è soprattutto la voce alimentari, la più consistente con 367 di aumento, pari ad una percentuale di circa il +5%., mentre il trasporto su ferro cresce di 122 euro. In forte aumento anche il trasporto pubblico locale (+41 euro) e i servizi bancari più mutui (+98 euro). L’aumento del carburante costerà alle famiglie italiane 240 euro e un costo aggiuntivo di 117 euro arriverà dai derivati del petrolio, detersivi, plastiche e prodotti per la casa.

Per assicurare l’auto si spenderanno 105 euro in più, mentre le tariffe autostradali incidono per 37 euro. Pesante anche l’aumento che si legge sotto la voce tariffe gas (105 euro), a cui si aggiungono le tariffe elettriche (+19 euro), dell’acqua (+21 euro), dei rifiuti (+41 euro) e, infine il riscaldamento (+180 euro). La maggiore spesa che le famiglie dovranno affrontare a causa dei rincari, in media, è di 1.521 euro

Il Metodo Grinberg

Reagire in modo improprio alle piccole o grandi avversità della quotidianità e fare delle reazioni sbagliate un modus vivendi possono creare in ognuno di noi scompensi energetici e far affiorare malesseri, che a volte si cronicizzano. Per riacquistare il benessere e imparare a gestire le situazioni di stress ci si può avvalere del metodo Grinberg che, con diverse tecniche, insegna a poratre attenzione al corpo e a tutto l’organismo. Affinchè il trattamento sia efficace è necessario che la persona sia fortemente motivata e partecipe. La particolarità del metodo Grinberg è che la scomparsa di un sintomo è permanente: una volta risolto il problema non ci saranno ricadute.

Il metodo è stato ideato negli Anni 70 del secolo scorso da Avi Grinberg, terapista israeliano che, applicando la riflessologia e lo studio dei piedi ai propri clienti, aveva osservato che stavano bene dopo i suoi trattamenti, ma che dopo alcuni mesi subivano ricadute. Decise di scoprire la causa dei malesseri e la individuò nella ripetizione di centi comportamenti, movimenti e pensieri che influiscono negativamente sul benessere psicofisico. Grazie a esperienze personali quali meditazione, yoga e arti marziali, mise a punto il metodo che porta il suo nome e che, dagli Anni 80, si è diffuso in Europa. In Italia si pratica da circa 6 anni.

Per il metodo Grinberg la routine, cioè le abitudini che la persona assume per reagire alle difficoltà, ai dolori e alle paure che le si sono presentati nel corso della vita modificano il suo potenziale di base, cioè quello che era la sua indole originaria, creando squilibri. Il risultato della modificazione è definito potenziale attuale.

Sia il potenziale di base sia quello attuale, ma anche la routine, possono essere individuati dall’operatore osservando la postura, le espressioni e i movimenti della persona ma, sopratutto, con l’analisi dei piadi. A differenza della riflessologia plantare, che individua nella loro pianta i punti corrispondenti a ogni organo, per Grinberg nei piadi si trovano i segni di tutte le esperienze e degli squilibri energetici.

Chiunque, in linea di massima, può avvelarsi dei benefici del metodo Grinberg, purchè non sia colpito da malattie serie. I malesseri di cui ci si può liberare sono, per esempio, i mal di testa e di schiena, la sofferenza cervicale, la stancgezza agli occhi, le difficoltà di respirazione o quelle legate all’apparato gastrointestinale, i dolori alle gambe, i disturbi post-traumatici da stress o posto-operatori.

Il metodo Grinberg può essere utilizzato pe migliorare lo stato di salute di chi soffre di disturbi ricorrenti, di chi ha subito un trauma fisico e nel periodo pre e post-operatorio. In questi casi il lavoro si concentra sulla zona del corpo dove c’è il dolore e si cerca di usare velocemente l’energia accumulata in quel punto, per agevolare l’autoguarigione dell’organismo.