Un Lavoro tra Schizzi d’Acqua e Giochi

Il responsabile degli impianti di una piscina registra i requisiti tecnico-funzionali dell’impianto (dimensioni, filtri, manutenzioni…), controlla l’acqua contenuta nelle vasche (quantità di cloro, temperatura, Ph, prodotti usati per la disinfezione), verifica la presenza e lo stato di strutture di emergenza e sanitarie (scalette, gradini, vasche lavapiedi), redige un documento di valutazione rischi nelle aree igienico-sanitari. Può anche ricoprire l’incarico di responsabile della manutenzione dell’impianto.

I requisiti richiesti per svolgere questo lavoro sono buon senso di acquaticità, passione per il lavoro all’aria aperta, conoscenza dell’inglese. Secondo il Documento di intesa Stato e regioni del 2003, per il controllo delle piscine è obbligatoria una formazione professionale come “addetto agli impianti tecnologici”, per perfezionare le competenze in fatto di impianti di filtrazione, ventilazione, disinfezione e riscaldamento dell’acqua, oltre a quelle in materia di norme igienico-sanitarie, sicurezza… I corsi, della durata di tre giorni full time, costano da 250 euro e sono organizzati da privati che abbiano ottenuto l’accreditamento da parte della Regione.

“I compensi sono diversi a seconda delle zone: aree dove esistono più impianti vedono tariffe da 2000-2500 euro a stagione, ma queste cifre raddoppiano in luoghi dove le strutture sono più rare. Al momento gli operatori non mancano, ma sono pochi quelli di professionalità elevata, che naturalmente sono i più ricercati” testimonia Rossana Prola, amministratore unico dei Professione Acqua, società specializzata in consulenza per le piscine.

“Nessuno mi crede quando dico di cosa mi occupo per lavoro. Ma se riesco a convincerli, mi sento rivolgere sempre la stessa domanda: hai bisogno di qualcuno che ti aiuti?” Tommy Lynch, 33 anni, inglese, è il responsabile di test di piscine e parchi acquatici per la catena britannica di resort First Choice Holidays. Un’occupazione che ogni anno lo porta a percorrere più di 40mila km e attraversare mezzo mondo, alla ricerca degli scivoli e dei giochi d’acqua più divertenti.

Nonostante le apparenze, anche questo lavoro ha i lati negativi: “Testare le piscine significa lavorare molto in inverno, quando il freddo le rende poco attraenti. Inoltre devo svolgere una lista di ispezioni di routine: controllare se le strutture sono adatte a tutte le età, se ci sono onde artificiali, le misure di sicurezza… Una volta di ritorno alla base, devo sbrigare un mucchio di scartoffie per mettere nero su bianco i risultati. Però e soprattutto c’è la parte divertente. Sono consapevole del fatto che se lasciassi questo lavoro, l’azienda non faticherebbe a trovare un sostituto” ha concluso Lynch.

Combattere il Meteorismo

Il meteorismo è un disturbo fastidioso che può arrivare a condizionare la vita di una persona. Può essere provocato da un’alimentazione scorretta, stress, intolleranza a certi alimenti o pasti troppo frettolosi. A questo proposito esiste un pò di confusione e c’è chi crede che sia una malattia, ma è vero che, se non si accompagna ad altri sintomi, il meteorismo è solo un disturbo che non nasconde niente di più grave.

Esagerare con la quantità di alcuni alimenti ricchi di amido come il pane, la pasta, le patate, i biscotti o i cereali può far accumulare gas nel colon. Quando ne mangiamo in eccesso, questi cibi richiedono più tempo per essere digeriti e, per questo, possono provocare un maggior grado di fermentazione. Controlla perciò la quantità di ognuno di questi alimenti che assumi durante la giornata.

I cibi che più facilmente creano problemi di gonfiore addominale sono i legumi; tra gli ortaggi i cavoli e i broccoli, tra la frutta mele, pere, pesche, prugne, i dolciumi e l’alcol. Quando mangi la verdura, devi consumarla cruda affinchè tu la possa masticare più a lungo. A colazione o come spuntino consuma spesso uno yogurt. E’ un valido alleato contro i gonfiori addominali, ma per ottenere risultati deve essere consumato frequentemente e per lunghi periodi.

Il meteorismo è un fenomeno che si produce durante la digestione, quindi compare sempre; la differenza è che quando è in eccesso si avverte di più e risulta un disturbo fastidioso. Perciò nessuno ne è immune, anche se colpisce alcune persone meno di altre. Bisogna considerare che alcuni cibi provocano più gas di altri e che alcune persone sono più sensibili a certi alimenti e, per questo, sono soggette maggiormente al meteorismo.

Sdraiarsi a dormire subito dopo aver mangiato, soprattutto dopo un pasto abbondante, è una delle abitudini che favorisce di più la formazione di gas. Il motivo è che in questa posizione si facilita il passaggio nell’intestino dei gas che si formano nello stomaco. Per evitare pesantezza di stomaco e flatulenza quando ti alzi da tavola, è meglio aspettare almeno mezz’ora per il riposino.

Piante ad azione carminativa (in grado di eliminare l’aria in stomaco e intestino) come anice, finocchio, cumino o il carvi combattono la flatulenza. Berle sotto forma di tisana dopo i pasti o aggiungerne una piccola quantità ai tuoi piatti aiuta molto.

Non è importante solo quello che mangi, ma anche come lo mangi. Se hai l’abitudine di mangiare molto in fretta e masticando poco, ti entrerà maggiore quantità di aria nello stomaco e qualunque cosa mangi ti produrrà flatulenza.